foto di Andrea Nicodemo

Le foto raccolte in questo articolo vengono dall’archivio della pagina Facebook del Portogruaro femminile, sono state selezionate perché ritenute quelle più ricche di significato. L’idea iniziale era commentare le foto scelte una ad una, cercando di spiegare i significati legati e forse nascosti in ognuna di esse. Un’impresa rivelatasi subito impossibile: le emozioni sono difficili da spiegare, perché le parole non riuscirebbero a tradurre le associazioni mentali che scuotono l’anima. Per questo, accanto a ogni scatto è stata abbinata una canzone che le fa da ideale sottofondo, e che ne condivide (almeno per chi scrive, almeno in parte) il senso.

0 – Emozioni (Lucio Battisti)

Nelle foto di Andrea Nicodemo c’è l’essenza del Portogruaro femminile. Per chi non se ne fosse accorto, stiamo parlando del fotografo ufficiale della squadra. Ai lettori di Cartellino Rosa questo nome non è nuovo, perché i suoi scatti, in questo e in altri siti, corredano quasi tutti gli articoli riguardanti le granata, tanto che la scritta “foto di Andrea Nicodemo” all’inizio del pezzo, per chi segue il Portogruaro, è ormai talmente familiare da essere diventata rassicurante, quasi un’abitudine.

Certo, a scrivere “foto di Andrea Nicodemo” si fa presto, ma si trascura il lavoro di artigianato che ha distillato quell’immagine. Innanzitutto, il giorno della partita, Andrea arriva con cospicuo anticipo al “Mecchia”. Zainetto, sigaretta elettronica, pettorina arancione e se ne va a bordocampo per cercare le condizioni migliori per fotografare, fino al fischio finale. Così ormai da più di un lustro. Gli scatti, esportati e corretti nel laboratorio di casa sua, sono poi pubblicati e categorizzati in album, divisi gara per gara, nella pagina Facebook del Portogruaro (gestita, tra l’altro, da lui), ormai divenuta una mostra permanente dei suoi scatti.

Eppure, ciò che finora è stato usato, all’interno degli articoli, delle sue creazioni è solo uno segmento minimo del suo (virtuale) atelier. Nelle prossime righe ne esploriamo (senza il permesso del padrone di casa) qualche angolo. Ognuna di queste immagini, si ricordi, è frutto solo della sua passione per la fotografia e del suo affetto per la società, in cui sua figlia Giulia gioca dal 2016. Questo articolo nasce dalla riconoscenza nei suoi confronti, anche se non basterà per ringraziarlo.

Il punto più importante di questo articolo però è un altro e sta negli occhi di chi, dopo aver giocato in prima persona la partita, aspetta, nei giorni successivi, la messa in rete dell’album fotografico. Questo perché sono foto instagrammabili, è vero, ma c’è qualcosa di più: agli occhi delle giocatrici granata, queste hanno un valore non negoziabile, perché riescono a parlare di loro, catturando sguardi, gesti, espressioni come un insetto nell’ambra.

L’occhio che sta dietro la macchina è infatti quello di un uomo sensibile. Certe espressioni catturate sui volti delle giocatrici, pur nel mezzo muto, sono parlanti: ritratti veri e propri, che esprimono stati d’animo universali, nascosti in una ruga sulla fronte, in una bocca spalancata, in un braccio lungo il corpo. Ne abbiamo scelte 10.

1 – La leva calcistica della classe ’68 (Francesco De Gregori)

foto di Andrea Nicodemo

“Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore”, si sa, è un comandamento laico e non vale solo per i rigoristi, ma anche per i battitori di punizioni. In questo caso però Albulena Gashi sta per battere una punizione dai 25 metri. È il 94′ di Portogruaro – Padova, le squadre sono sull’1-1 e quello è, con ogni probabilità, l’ultimo pallone giocabile della partita. Al “Mecchia” cala un silenzio religioso. Sembra di sentire il brusìo di sottofondo: qualcuno si stringe per scacciare l’ansia, altri pregano sottovoce. È uno dei pochi gesti non liturgici capaci di ammutolire all’istante centinaia di persone. Un secondo e mezzo dopo Gashi sarà abbracciata da una Furlanis pazza di gioia. Guarda caso, il soggetto della prossima foto.

2 – What a feeling (Irene Cara)

foto di Andrea Nicodemo

“Take your passion\And make it happen” (“Prendi la tua passione/e rendila reale”), perché a volte i sogni coincidono con la realtà. In questi 70 KB c’è probabilmente il picco di soddisfazione massimo raggiungibile in questo sport. Altro particolare: Albulena Gashi e Giorgia Furlanis ci sono sempre state, fin dal giorno della fondazione del Porto femminile. Sono diverse calcisticamente: fantasista l’una, che sembra poter far prendere al pallone qualsiasi traiettoria immaginabile, attaccante generosa – alla Chiesa – l’altra, che sgomita, punta l’avversario e tira. In questo scatto però sono unite in un’unica esultanza come lo ying e lo yang. What a feeling!

3 – Quello che le donne non dicono (Fiorella Mannoia)

foto di Andrea Nicodemo

Silvia Scudeler assorta durante un momento di pausa dal gioco. Secondo diversi addetti ai lavori, la dimensione psicologica è una delle più incisive in una partita di calcio femminile. Portogruaro-Spal, da cui è tratta la foto, ne è l’emblema: Porto in vantaggio e in controllo per 90′, ma nei 4′ di recupero la Spal segna due volte su due palle da fermo. Visto da fuori, un ribaltone inspiegabile. Se chiedete a una delle protagoniste in campo il perché di quell’epilogo, vi sentirete rispondere “È difficile spiegare…”.

4 – Wake Me Up (Avicii)

foto di Andrea Nicodemo

“All this time, I was finding myself, and I didn′t know I was lost”. Il Porto perde 0-5 in casa contro il Vicenza e il crepuscolo di questa foto sembra un prolungamento astronomico dello smarrimento delle granata, allora evidentemente una squadra in cerca di identità. Albulena Gashi piega la testa come se anche la forza di gravità fosse più forte quel giorno, sul suo volto i suoi pensieri sembrano circondarla come i monti fanno con Pristina.

5 – La dura legge del gol (883)

foto di Andrea Nicodemo

25 maggio 2021. Portogruaro e Triestina sono sull’1-1 al “Mecchia”, quando Ginevra Spinelli colpisce il palo a Malaroda battuta. Manca un quarto d’ora dalla fine, pochi minuti dopo Bortolin segnerà per le ospiti il gol che deciderà la partita. Alle granata resterà il rimpianto per l’occasione persa (oltre al palo avevano colpito anche una traversa) e a Spinelli il rimorso per quello che poteva essere il suo primo gol in carriera. Se messa in prospettiva, però, la “dura legge del gol” si rivela una divinità equa: a distanza di 10 mesi, domenica scorsa, Spinelli ha segnato (nella stessa porta) il momentaneo 3 a 0 contro il Venezia. E stavolta il Porto ha vinto.

6 – Don’t Stop Me Now (Queen)

foto di Andrea Nicodemo

Albulena Gashi è appena atterrata dopo aver segnato in rovesciata il gol del 3-0 al Le Torri. L’espressione di Aurora Finotto a sinistra è la stessa di chi trova il regalo tanto atteso sotto l’albero. Nella sua posa da rockstar sembra dire “Don’t stop me now/’Cause I’m having a good time” e in effetti le granata non si fermeranno più: finisce 6 a 1 e vale il ritono alla zona salvezza per la prima volta dopo mesi. Nel dopopartita l’euforia al “Mecchia” è palpabile, a tal punto che si vorrebbe anticipare la partita successiva e giocarla la sera stessa. Quel singolo gesto atletico farà il giro del web, finendo anche a Striscia la Notizia. Recentemente, è stato inserito nella sigla di Calcio Femminile Live.

7 – Il Più Grande Spettacolo Dopo Il Big Bang (Jovanotti)

foto di Andrea Nicodemo

Anna Battaiotto ha appena segnato il gol decisivo, a pochi minuti dalla fine, contro il Vittorio Veneto in Coppa Italia. Nella foto le compagne sembrano orbitarle intorno come i pianeti col Sole. Era l’inizio di ottobre 2020, il neopromosso Porto stava aspettando lo storico esordio in serie C e quell’inaspettato 1-0 (contro una squadra reduce dalla serie B l’anno prima) sembrava il Big Bang di una stagione da sorpresa del campionato, per le granata. Fu solo questione di tempo però perché arrivassero, senza l’ora legale, le prime battute d’arresto. La salvezza arrivò, soffertissima, all’ultima giornata, ma il ricordo di quella vittoria, un po’ illusoria come certi bei sogni, di inizio stagione, accarezza ancora la memoria di chi l’ha vissuta.

8 – Tu corri! (Gemelli diversi)

foto di Andrea Nicodemo

“Ci sei solo tu, con quella porta davanti/E un tiro da segnare/che aspetta per svelarti se/Tutti quei sogni per cui tu corri/Li meriti davvero o son solo illusioni folli”. Versi che sembrano nati per accompagnare questa foto. La rincorsa di Giorgia Furlanis sembra una sfida contro sé stessa, mentre cerca di andare oltre lo sforzo dei propri muscoli già contratti, e non un duello in velocità con l’avversaria della Spal. Questo scatto è in un certo senso anche l’emblema di quella partita, che le granata sembravano sempre in procinto di fare propria ma mai chiusa definitivamente e finita 3-3.

9 – L’emozione non ha voce (Adriano Celentano)

foto di Andrea Nicodemo

Il titolo della canzone in questione sintetizza in poche parole il senso dell’intero articolo. Questa foto però, in cui Finotto e Matiz abbracciano Furlanis dopo un gol, è più indescrivibile delle altre. Basterebbe per capirlo l’occhio strizzato dell’autrice del gol, che fa capolino in mezzo alle spalle delle due compagne. È anche una delle immagini più armoniche, per la simmetria dei corpi e delle braccia.

10 – Urlando contro il cielo (Ligabue)

foto di Andrea Nicodemo

Ultima giornata del campionato scorso. Il Portogruaro ha appena conquistato la sua prima salvezza in serie C e festeggia planando sotto la tribuna centrale del “Mecchia”. Si dormì poco in quei giorni. La colonna sonora delle granata era “Urlando contro il cielo”, canzone “sing along” per eccellenza dei tifosi interisti, che diventò l’autobiografia migliore che in riva al Lemene abbia mai descritto quella stagione accidentata e memorabile. La storia è degna di un romanzo di formazione. “Se è un purgatorio è nostro perlomeno”: la permanenza in zona retrocessione non fu un assaggio, ma una consuetudine per molte settimane e per uscirne servì una immensa scalata. Poteva essere altrimenti? Probabilmente no: la rimonta in classifica delle ultime giornate, ai danni dell’Isera, ha le proprie radici nelle dieci sconfitte di fila tra febbraio e maggio. Una dose di anestetizzante non abbastanza forte per il Porto: “Certe luci non puoi spegnerle”. La capacità delle granata di non disunirsi in quel periodo fu la base della loro resurrezione come squadra.

Nice Matiz

Davide Gasparotto

Di Cartellino Rosa

Cartellino Rosa è un blog sportivo amatoriale, sostenuto dalla passione per il calcio femminile di alcuni ragazzi, con l'obiettivo di darà visibilità a questo mondo.

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