Viene difficile trovare le giuste parole per raccontare una delusione grande come il percorso all’Europeo femminile inglese della Nazionale italiana.

Bertolini e le azzurre avevano raggiunto la qualificazione tra le migliori seconde tra i gironi eliminatori, grazie alla differenza reti (gonfia dell’ultima partita con una giovane Israele) e un fortunoso pareggio con la Danimarca, dove per nostra fotuna, l’arbitro non vide il pallone superare la linea a favore delle scandinave nel primo tempo.

Il girone

Esordendo contro la Francia le aspettative (per chi non è stato ad ascoltare il pompaggio mediatico da parte di alcuni media) erano ovviamente basse, con una sconfitta prevedibile, ma con almeno la speranza di vedere in campo 11 leonesse come nel 2019 ai Mondiali, pronti a farci stupire.

Tempo 45′ e la prima frazione di gara vede le Azzurre sotto per 5 a 0, sottolineando al mondo il divario enorme tra noi e la terra del Lione, otto volte vincitore della UEFA Women’s Champions League.

Con l’Islanda, sulla carta la contendente al secondo posto, serviva una reazione forte e decisa, per riprendere orgoglio e puntare all’obiettivo prefissato minimo dei quarti di finale, ma bastano tre minuti alle vichinghe per andare in vantaggio e solo grazie al guizzo di Bonansea riusciamo a raggiungere il pareggio con Bergamaschi.

Sarà alla fine l’unico punticino della disastrosa avventura azzurra in terra inglese, conclusa con la sconfitta di ieri con la quarta fascia del girone, il Belgio, che con il goal di Tine De Caigny si prende il pass per avanzare, lasciandoci in ginocchio sul prato dell’Academy Stadium del Manchester City.

Le dubbie scelte del CT

Le convocazioni, si sa, non lasciano mai tutti pienamente soddisfatti, ma ancora una volta i dubbi tra appassionati e tifosi sono tanti e giustificati.

In primis l’assenza di una figura come Alia Guagni, importante non solo in campo ma anche all’interno dello spogliatoio, abituata a giocare gare importanti, ma dimenticata a quanto pare dallo staff azzurro.

A Roma ancora ci si sta chiedendo perchè due calciatrici del calibro di Giada Greggi ed Annamaria Serturini non abbiano preso l’aereo della Nazionale, per restare a casa a guardare un attacco ed un centrocampo nullo.

Non ignorabile anche la stagione di Marta Pandini, in continua crescita da ormai qualche anno.

Ma i maggiori dubbi arrivano sulla gestione delle partite, già dall’esordio della manita francese, con sostituzioni quasi casuali in cerca di sistemare un assetto tattico fallito dal primo minuto.

La formazione rivoluzionata con l’Islanda sottolinea un’incapacità della CT Bertolini di dare sicurezza alle proprie scelte, senza mai comunque ottenere risultati e rimando in vita fino alla terza giornata grazie ad una giocata della singola.

E mentre il posto in campo viene assicurato alla solita vecchia guardia personale del corpo, ormai immancabile ad ogni convocazione, forse per nostalgia dei tempi del Brescia, aspettiamo tutti di vedere in campo Martina Lenzini, senza forse la migliore per il reparto difensivo della scorsa Serie A.

Evidentemente le convocazioni giovani, viste anche nelle amichevoli, servivano giusto di facciata per nascondere la volontà, per l’ennesima volta per una Nazionale italiana, di affidarsi alle solite nostalgiche che hanno regalato fama in passato, in questo caso a Francia2019.

Futuro incerto

Il prossimo anno ci saranno i Mondiali in Australia e Nuova Zelanda, con una qualificazione non scontata ancora tutta da conquistare.

Bisognerà ora vedere in che direzione vorrà andare il progetto tecnico, se incagliato alla solita tiritera o se invece si avrà il coraggio di guardare in faccia le cose come stanno per puntare, non solo a parole, ad un futuro concreto per raggiungere realmente il livello delle altre nazioni prima o poi, senza rimanere, per l’ennesima volte, fermi alla partenza convinti di essere al traguardo.

Di Cartellino Rosa

Cartellino Rosa è un blog sportivo amatoriale, sostenuto dalla passione per il calcio femminile di alcuni ragazzi, con l'obiettivo di darà visibilità a questo mondo.

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