L’avventura europea delle azzurre a WEURO 2022 finisce nel peggiore dei modi, ultimo posto con un solo punto nel girone. Si era fatto peggio solo nel 2005 (anche in quel caso eravamo in Inghilterra) quando le azzurre arrivarono ultime con 0 punti. Contro Germania (9 punti, vincitrice di quell’europeo), Norvegia (4 punti, altra finalista di quell’edizione) e Francia (4 punti). Quell’Italia perse 3-1 con le francesi la gara d’esordio, 4-0 dalle tedesche e 5-3 dalle norvegesi. Insomma fu un vero massacro.

Questo ultimo posto nel girone delle azzurre a WEURO 2022 raccolta altre cose. Sicuramente la delusione di aver sprecato l’opportunità di andare ai quarti (obiettivo nettamente alla portata), ma anche di dare continuità al bellissimo percorso fatto in questi 4 anni. Tornare al Mondiale dopo 20 anni arrivando nelle prime 8, qualificarsi per gli europei passando da due finali di Algarve Cup. Una persa a tavolino nel 2020, anche l’altra persa ma ai calci di rigore a oltranza contro le due volte vicecampionesse olimpiche della Svezia. Senza dimenticare la qualificazione quasi raggiunta ai mondiali in Australia e Nuova Zelanda della prossima estate, le azzurre sono prime con due lunghezze di vantaggio sulla Svizzera a due giornate dalla fine. Questa era la prima competizione ufficiale dall’avvento del professionismo (1 luglio 2022).

Parlando invece solo dell’Europeo nonostante il brutto passivo contro la Francia, negli altri due incontri contro Islanda e Belgio la squadra a livello di occasioni create meritava di passare il turno. Se è vero che col calcio francese c’è un gap che non si può colmare in pochi anni. E’ anche vero però che il calcio islandese e il calcio belga non sono mai stati avanguardistici. La nazionale di Milena Bertolini nel ranking FIFA è 14^, la Francia è 3^, ma l’Islanda è 17^ e il Belgio è 19°. Le azzurre potevano portare a casa almeno 4 punti. Quelli fatti proprio dalle Fiamme Rosse che sfideranno venerdì 22 luglio alle ore 21:00 la Svezia.

A noi resta il rammarico di aver creato e non aver concretizzato le occasioni avute, un’eliminazione frutto della poca cura del dettaglio. Gioco a tratti lento, prevedibile e troppo orizzontale. La squadra è molto più forte di così, però a molti resteranno solo le opache prestazioni di questi 12 giorni. Tanto è durata l’avventura azzurra in terra inglese. Poca precisione nei tiri, a volte troppo lenti per impensierire il portiere avversario. Contro l’Islanda (forte fisicamente) si è crossato molto ma inutilmente, con gli unici due palloni bassi in area per Piemonte (goal sfiorato) e Bergamaschi (rete del pareggio).

Flaminia Simonetti bellissima sorpresa di questo europeo, metronomo del centrocampo e sempre ben posizionata in fase di interdizione. E’ lei ad avviare l’azione dell’1-1 contro le islandesi aprendo di prima per Bonansea. Suo il destro al volo dai 16 metri che sfiora il vantaggio. La migliore delle azzurre per rendimento, magra consolazione.

Lo spirito di Martina Piemonte (INCAZZATA NERA nell’intervista post Francia) purtroppo non si è visto nelle altre due sfide. “Le mie compagne sono degli animali” sempre parole della 20 azzurra, è la verità. Girelli, Bonansea, Sabatino, la stessa Piemonte, Bonfantini e Giacinti sono un reparto offensivo che può e deve fare molto di più contro le difese tutt’altro che irresistibili di Islanda e Belgio. Tra tutte e 6 è arrivata una sola rete, quella della bandiera contro la Francia proprio di Martina.

Questi sono i numeri delle Azzurre a WEURO 2022

  • vs Francia: 6 tiri in porta (13 totali), 41% possesso palla, precisione dei passaggi 81% – 7 tiri in porta concessi (16 totali);
  • vs Islanda: 8 tiri in porta (21 totali). 66% possesso palla, precisione dei passaggi 77% – 2 tiri in porta concessi (10 totali);
  • vs Belgio: 6 tiri in porta (20 totali), 54% possesso palla, precisione dei passaggi 79% – 2 tiri in porta concessi (8 totali).

Le ragazze di Bertolini non hanno giocato un brutto europeo a livello di occasioni create. 20 tiri in porta in 3 partite (senza dimenticare il palo di Bonansea contro l’Islanda e la traversa di Girelli contro il Belgio) sarebbero stati sufficienti per andare ai quarti. Quello che ha impedito alle azzurre di sbloccare le partite è stata l’intensità e il cinismo. A ritmi bassi siamo riuscite a creare pericoli, ma quando i ritmi si alzavano (vedi la Francia) venivano fuori i problemi. Considerando anche i soli 11 tiri concessi alle avversarie in 3 partite, escludendo la gara contro le transalpine l’Italia fa 1 punto nelle ultime due partite subendo solo 4 tiri in porta.

Contro la Francia squadra poco compatta e a tratti sfilacciata con reparti lontanissimi. Nella ripresa le transalpine (avanti di 5 reti) hanno aspettato dietro la linea del pallone giocando col cronometro. Motivo per cui la “reazione” azzurra del secondo tempo va presa comunque con le pinze. Contro l’Islanda si è subita una rete tipica della trasmissione Mai Dire Gol.

Rimessa laterale confusionaria con palla vagante colpita con l’esterno del piede in mischia che si insacca sotto l’incrocio. Brivido prima del goal di Bergamaschi con le islandesi che si divorano il raddoppio, però la vittoria delle Stelpurnar okkar (Le nostre ragazze) sarebbe stata eccessiva. Dulcis in fundo la gara col Belgio, dove la cura del dettaglio avrebbe potuto e dovuto fare la differenza. Girelli in avvio non riesce ad allungarsi bene palla, altrimenti si sarebbe presentata sola davanti al portiere. Nella ripresa Caruso e Giacinti si ostacolano al limite dell’area piccola, stessa sorte al limite dell’area anche tra Bonansea e Giugliano. Tante piccole situazioni dove maggiore attenzione avrebbe fatto la differenza.

Motivo per cui, è giusto che ci sia tanta delusione e rammarico per un’occasione sprecata. Ma in virtù delle occasioni avute questa volta ad essere INCAZZATI NERI siamo un po’ tutti. Dalle ragazze che sanno perfettamente di non essersi espresse al 100%, ma anche noi che dovremo vedere un quarto di finale tra Svezia e Belgio chiedendoci tutti la stessa cosa. Ma come abbiamo fatto a non passare il girone?

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