I due punti di differenza in classifica tra Venezia 1985 (9) e Porto (7) non permettono di cogliere la differenza di progetti e filosofie del derby del “Rocco”. Da un lato le oro-nere, squadra molto offensiva che vanta il terzo miglior attacco (22 gol fatti) ma al contempo la quintultima difesa del campionato (14 gol subiti), capaci di vincere con 9 gol di scarto a San Benedetto del Tronto e di perdere in casa 3-5 contro il Riccione; dall’altra il Porto, che fa degli equilibri, dentro e fuori dal campo, la propria identità. Calcio d’inizio alle 15.30 al “Rocco” di Marcon, fischierà Dancelli di Brescia.

Portogruaro

Il rischio per le ragazze di mister Maggio è di allungarsi e, di conseguenza, far decidere alle locali la musica da ballare. Contro un avversario che crea tanto, ma al contempo potrebbe concedere qualche spazio dietro, il Porto deve mantenere la propria identità. In fase offensiva le granata hanno mostrato di avere soluzioni, ma per uscire indenni dal “Rocco” è fondamentale trovare anche una chiave di lettura difensiva, soprattutto nel primo tempo, in cui le lagunari hanno segnato gran parte dei loro gol.

Venezia 1985

Il Venezia 1985 non era solo Dalla Santa, chi non lo aveva capito se ne sta accorgendo: gli acquisti di Longato e di Caciello in attacco, le conferme di Tosatto e Conventi, oltre che di mister Murru, sono il segno di un progetto dalla direzione giusta. Il Venezia 1985 un “golletto” lo fa sempre: è progettato per produrre un gran volume di occasioni e leggendo i tabellini delle recenti uscite si nota che quanto raccolto è inferiore a quanto seminato. Tanto peso offensivo non sempre è bilanciato dal lavoro di mediana e difesa.

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