La squadra più a est del Veneto sfida quella più a est di tutte. In riva al Lemene, quello contro la Triestina non è un derby in senso stretto, ma per tradizione è più sentito anche delle sfide contro le veneziane. Questo derby “di fatto” sfugge alle logiche di classifica proprio come quelli veri, basta rileggere gli ultimi incroci: vittoria di cuore delle sfavorite granata al “Cosulich”, “corto muso” delle pur già salve alabardate all’ultima di campionato, che condannò il Porto ai playout. I gruppi di ragazze si conoscono, essendo le due rose in gran parte rimaste invariate, e gli allenatori sono gli stessi di una stagione fa: è inevitabile che ci sia anche una componente personale nell’interpretazione che le 22 giocatrici metteranno in campo domani.

Anche la classifica va interpretata. Il Porto ha quattro punti in più e viene da una vittoria, ma potrebbe fare una seconda squadra contando le assenti. A ciò si aggiunga la tendenza tipica delle biancorosse alle partenze diesel: l’anno scorso erano in zona retrocessione alla quinta di andata, vinsero la loro prima partita alla settima e da lì in poi inanellarono otto successi consecutivi, che cambiarono volto e senso alla loro stagione. Domani le ragazze di mister Melissano cercheranno la prima vittoria stagionale al “Mecchia”, dove hanno sempre vinto in serie C. Come se non bastasse, sarà la nona di campionato: siamo in quel periodo lì dell’anno.

Ultimo aspetto, la sfida sugli spalti. I portogruaresi, per natura, tifano in modo più mite quando sono padroni di casa, ma sanno accendersi nel momento del bisogno. I sostenitori biancorossi arriveranno allegri e generosi, come al solito. In caso di arrivo in volata, il vento che soffia alle spalle delle protagoniste in campo potrebbe fare la differenza.

Calcio d’inizio alle 14.30 al “Pier Giovanni Mecchia” di Portogruaro, fischierà Campazzo di Genova.

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