foto di Andrea Nicodemo

Come un anno fa, il Porto femminile cambia allenatore a novembre. La separazione è di quelle dolorose: Giancarlo Maggio ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni oggi pomeriggio. La scelta può sembrare improvvisa, ma le cause che l’hanno prodotta scorrono sotterranee da tempo. Gli ultimi mesi, per il tecnico nato a Hemer, sono stati umanamente complessi, togliendogli la serenità e la convinzione che avevano accompagnato il suo percorso nella stagione precedente. Le dimissioni odierne sono irrevocabili e vogliono dimostrare il rispetto e la stima nei confronti di squadra e società, ai quali sentiva di non poter garantire lo stesso apporto. Il responsabile del settore femminile Furlanis e il d.s. Gashi, con i quali il rapporto è sempre stato schietto, sapendo quanto Maggio tenesse ai colori granata, non hanno potuto far altro che ringraziarlo per il lavoro svolto e accettare la scelta.

L’anno di Maggio

L’allenamento di stasera sarà diretto dallo staff di Maggio, il successore dovrà raccogliere un testimone importante, nella salvezza del campionato scorso c’è tanto di Maggio. Dirige il primo allenamento, nella nebbia, venerdì 5 novembre con le granata in zona retrocessione. La domenica fa subito tre punti contro il Bologna, poi vive un mese di assestamento, prima della volata invernale. Tra gennaio e marzo, il Porto raccoglie venti punti in otto partite e conquista la zona salvezza: è il successo del “noi”, lo spirito di squadra, un concetto sfuggente da definire ma fortissimo per chi lo prova e su cui Maggio insiste fin dall’inizio. Sono i mesi in cui si cementifica la fiducia tra tecnico e squadra. Il calo nel finale di campionato è fisico (con diversi e importanti infortuni), ma anche mentale, dopo la cavalcata dei mesi precedenti. Arbitraggi sfavorevoli (i gol annullati a Battaiotto e Chiarot) e sfortuna (la traversa di Battaiotto contro la Triestina), costringono le granata a giocarsi la salvezza ai playout. Nella sfida secca del “Mecchia” i Mittici vengono domati inequivocabilmente. Quel giorno la festa è irrefrenabile, il pianto finale del mister è la sublimazione di un percorso umano prima che calcistico. Pochi giorni dopo, la conferma anche per la stagione successiva. Una scelta di cuore, nonostante il carico di stress accumulato. L’inizio della stagione alterna buone prove ad altre meno convincenti, gli infortuni si accaniscono di nuovo sulla rosa, ma la squadra sembra rispondere. Poi la scelta di dimettersi, annunciata alle ragazze nella pancia del “Combi” di Merano. Lascia la squadra all’11esimo posto, con 10 punti.

Al termine del suo primo allenamento con le granata, l’anno scorso, a Maggio fu chiesto come si allenasse lo spirito di squadra: “Mettendosi a disposizione, – aveva risposto sulla soglia dello spogliatoio – con trasparenza e sensibilità”. Aveva ragione.

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