Giornata storta per il Milan, apparso in condizioni fisiche poco brillanti nei suoi elementi chiave: un Sassuolo molto ben organizzato sin dall’inizio mette in difficoltà una squadra apparsa spenta e poco ispirata. Nella ripresa Ganz mette in campo una squadra più offensiva ma il raddoppio avversario spegne ogni possibilità di recupero. 

Le rossonere iniziano la partita con un 3-4-2-1 che vede Capitan Giacinti come unico terminale offensivo, con Thomas e Boquete ad agire alle sue spalle.

Sin dal fischio d’inizio, si possono notare le prime difficoltà per la formazione di casa, che nascono dall’affrontare per la prima volta in questo campionato una squadra che sa chiudersi molto bene, ma senza rinunciare ad attaccare. Il giro palla del Milan è infatti lento e talvolta prevedibile davanti all’impeccabile organizzazione delle neroverdi, dando quasi l’impressione che le rossonere non siano in grado di riuscire a trovare gli sbocchi necessari per far male al Sassuolo.

La conseguenza è la ricerca di lanci lunghi per saltare il centrocampo avversario, provando a sfruttare l’imprevedibilità e la velocità di Thomas: tutti gli attacchi rossoneri partono dal lato di competenza della francese, ma Filangeri e compagne fanno buona guardia.

Impensabile per il Milan cercare di sfondare centralmente, dove Giacinti è ingabbiata tra le centrali difensive.

Dal forte pressing sul portatore di palla di un Sassuolo ben organizzato, nasce il gol di Dubcová:  l’azione comincia proprio da un bel recupero a centrocampo di Parisi, dopo che le giocatrici rossonere non erano state in grado di eludere la pressione delle avversarie, poiché ogni sbocco di gioco era chiuso.

Dopo il gol subito, il Milan ci prova a pareggiare i conti, cercando di velocizzare il ritmo di gioco, cercando triangolazioni in grado di scardinare la difesa del Sassuolo: così facendo aumenta la pericolosità della manovra offensiva, ma senza successo.

Fino al gol dello svantaggio la maggior parte degli attacchi della squadra di casa erano arrivati da calci da fermo, innocui per l’estremo difensore neroverde.

Appena le rossonere abbassano il ritmo del giro palla, i varchi a disposizione diminuiscono: per le attaccanti sembra quasi di trovarsi davanti un muro quando il Sassuolo si schiera. 

La ricerca del gol del pari costringe il Milan ad alzare il proprio baricentro difensivo, con Agard che addirittura sale a centrocampo in fase di possesso, scoprendosi però agli attacchi delle avversarie.

Nel secondo tempo, Maurizio Ganz inserisce Jane al posto di Grimshaw: lo scopo è quello di cercare di contrastare il centrocampo del Sassuolo ed al contempo dispensare Boquete da compiti di recupero palla, concentrandosi maggiormente sulla fase d’attacco.

Il Milan è più arrembante nei primi minuti, con un forte pressing sulla difesa avversaria e con una maggiore ricerca della verticalizzazione: Valentina Giacinti sembra aver preso le misure alle sue marcatrici e si rende più pericolosa.

Il secondo gol, subito nel suo momento di maggiore pericolosità offensiva, è una brutta botta per il morale del Milan, che sembra perdere quell’impeto che ha caratterizzato l’inizio della ripresa.

Da un calcio piazzato nasce l’azione più ghiotta per accorciare le distanze, con cross su calcio di punizione dalla trequarti ed il colpo di testa di Stapelfeldt che centra il palo.

Le sostituzioni effettuate, che portano ad un incremento degli elementi offensivi, creano qualche occasione per accorciare le distanze, ma le attaccanti rossonere sono poco ciniche: l’assedio del Milan, sul quale si conclude la sfida, porta dunque ad un nulla di fatto.

Rispondi