Grande Sassuolo al Vismara: le ragazze di Piovani surclassano il Milan sul piano del gioco ed ottengono una bella vittoria. Ottima prestazione dell’intero collettivo, con Dongus e Cantore sugli scudi. Nel finale il ritorno di fiamma del Milan non impensierisce le neroverdi, che resistono agli attacchi delle avversarie e mantengono la porta inviolata.

Il Sassuolo si schiera dal 1°minuto con un 3-5-2, con gli esterni di centrocampo incaricati di supportare la linea difensiva in fase di non possesso palla, trasformandosi così in una linea a 5 dietro.

La scelta di rinfoltire la batteria di centrocampiste ha lo scopo principale di creare densità in mezzo al campo: una scelta necessaria per bloccare il più possibile le fonti di gioco di una squadra che, se lasciata libera di impostare il proprio gioco, può fare molto male a chiunque.

Impressiona come le neroverdi, pur chiudendosi in modo ben organizzato, non perdano mai la capacità offensiva del proprio gioco: ogni volta in cui il Sassuolo cerca la via della porta avversaria è in grado di creare pericoli al Milan.

Sin dall’inizio si può notare come la squadra di Gianpiero Piovani sia schierata ottimamente in campo: i movimenti dell’undici iniziale sono così ben organizzati da sembrare coreografati, con ogni giocatrice al posto giusto nel momento giusto.

La squadra è corta, con poca distanza tra i reparti, ed è un piacere per gli amanti del bel calcio vedere come la linea di difesa avanza appena viene conquistato il possesso palla e come la squadra sappia riversarsi in attacco con velocità.

L’impostazione del gioco sassolese parte dal portiere, ricercando una costruzione dal basso talvolta rischiosa a causa del forte pressing portato dalle attaccanti del Milan, ma sempre ragionata: le giocatrici non buttano mai via palla, sanno sempre a chi passarla e sanno smarcarsi per aiutare la compagna col possesso del pallone.

In fase di non possesso, nella trequarti avversaria, il Sassuolo sale a pressare le portatrici di palla rossonere, costringendole a lanciare lungo per eludere il pressing: da questa strategia nasce il gol di Dubcová, con l’azione che comincia da un bel recupero di Parisi.

Dopo aver raggiunto il vantaggio, il Sassuolo non si snatura, anzi: mantiene la sua identità chiudendosi in maniera ben organizzata e cercando di sfruttare le ripartenze, favorite dallo spazio lasciato dalle avversarie, mantenendo inoltre una pressione costante in fase di non possesso palla. Questo atteggiamento porta ad un paio di buone occasioni non sfruttate per raddoppiare il vantaggio.

Il Sassuolo soffre un po’ ad inizio secondo tempo, quando il Milan aumenta la sua pressione sulla difesa avversaria: per le neroverdi non resta che rimanere attente e cercare di colpire con delle ripartenze veloci. Da un rinvio lungo di Lemey per Cantore nasce proprio l’azione che causa il calcio d’angolo da cui scaturisce il gol del raddoppio di Dongus. 

Il Milan, ormai sotto di due gol, si getta disperatamente in attacco per cercare di rientrare in partita: di conseguenza aumentano gli spazi per i contrattacchi, ma il Sassuolo spreca quello che potrebbe essere il colpo del K.O.

Col passare dei minuti è naturale vedere aumentare la stanchezza nelle file neroverdi e di conseguenza calare anche la concentrazione in fase difensiva: la formazione di casa aumenta il numero e la pericolosità delle proprie occasioni ma, pur vacillando, il muro del Sassuolo non crolla e porta a casa, oltre ai 3 punti, anche la soddisfazione di non aver concesso gol ad una diretta concorrente per le posizioni d’alta classifica.

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