La sfida con le campionesse d’Italia era il primo vero banco di prova per saggiare le ambizioni di alta classifica delle giallorosse, ed il risultato è stato lampante: la Roma sarà sicuramente una protagonista duratura nella lotta Scudetto, ma la Juventus rimane ancora decisamente un gradino sopra a tutte le sue dirette avversarie. 

Spugna ha adottato un approccio molto differente rispetto a quello che è il suo classico modus operandi: consapevole del valore delle bianconere, ha ritenuto opportuno concentrarsi più sul chiudere a loro gli spazi e ripartire sfruttando le fasce piuttosto che proporre un gioco basato sul possesso palla ed un atteggiamento spiccatamente offensivo.

Rivedendo nella Juventus un’idea di gioco molto simile, ha deciso quindi di sparigliare le carte e costringere l’avversario a dover ragionare in modo totalmente differente.

Il progetto ha funzionato egregiamente nel primo tempo, dove le avversarie non hanno sofferto molto in fase difensiva quanto però nella costruzione del gioco.

La Roma, a causa di questo atteggiamento tattico, ha tuttavia creato poche occasioni nitide da rete, sfruttando bene l’intervento difettoso di Peyraud-Magnin per passare in vantaggio. 

Il gioco richiesto da Spugna è stato parecchio dispendioso dal punto di vista psicofisico, e per poter reggere novanta minuti con tale intensità è richiesta un’abitudine a questo tipo di sforzo che la Roma semplicemente non possiede per sua chiara volontà. 

Per forza di cose quindi nel secondo tempo la formazione giallorossa ha pagato dazio e le bianconere, con più spazi a disposizione, hanno potuto ricominciare a fare il proprio gioco riportandosi prima in carreggiata grazie ad un pregevole gol di Rosucci e poi colpendo fatalmente l’avversario grazie agli eccellenti ricambi di cui può disporre.

Ciò che ha stupito maggiormente sono state però le dichiarazioni post partita di Spugna rilasciate a LA7, nello specifico ha detto che le bianconere “con il minimo sforzo hanno ottenuto il massimo risultato: hanno trovato un ‘gol della domenica’ e segnato da calcio piazzato, dove sono molto forti e lo sapevamo”.

Partendo dal presupposto che asserire che la Juventus abbia vinto con il minimo sforzo oltre che non dare il giusto merito alla sua squadra, la quale invece ha messo parecchio in difficoltà le bianconere costringendole a dare davvero tutto per poter vincere, denota una certa mancanza di lucidità nella valutazione complessiva della partita. 

Inoltre affermare che quello di Rosucci sia un “gol della domenica” dimostra una scarsa conoscenza delle invece ben note doti balistiche della centrocampista bianconera, che in carriera ha realizzato diversi gol in questo modo (tra l’altro uno proprio nella stessa porta nel successo per 0-4 ottenuto dalla Juventus il 24 novembre 2019), ed i calci piazzati, fino a prova contraria, sono un fondamentale del calcio che quindi deve essere sfruttato quando necessario, e Spugna farebbe bene a non disdegnarli troppo perché in certe sfide possono essere spesso, come ha ben dimostrato la Juventus, un fattore decisivo. 

Infine il tecnico giallorosso ha anche asserito che “dobbiamo ovviamente recuperare calciatrici importanti come Ciccotti. Avere certe calciatrici fuori significa affrontare situazioni complicate”. Con tutto il rispetto, ma affermare che l’assenza di Ciccotti, a fronte di un centrocampo composto da Greggi, Bernauer, Thaisa e Andressa, sia risultata decisiva pare davvero una giustificazione poco convincente per il crollo avvenuto nel secondo tempo…

Insomma, sembra evidente che certe dichiarazioni siano più dettate da un certo livore, nonché rammarico, per la cocente sconfitta subita che da un’analisi razionale di quanto accaduto effettivamente in partita, non a caso la stesso Spugna aveva premesso che “non lo so, devo rivedere la partita per capire bene”: col senno di poi sarebbe stato decisamente opportuno fermarsi a queste semplici ed oneste parole senza spingersi oltre.

In ogni caso, come invece ha affermato Montemurro, questa partita è stata “uno spettacolo per il calcio femminile italiano”, e sarebbe potuta esserlo ancora di più se la Roma avesse avuto un atteggiamento più coraggioso nell’affrontare questa sfida e meno difensivista.

Spugna è un ottimo allenatore, e lo ha dimostrato ampiamente negli ultimi anni meritandosi la guida di una grande squadra, con uno stile di gioco ben definito su cui dovrebbe insistere anziché fare un passo indietro quando si alza l’asticella degli avversari da affrontare. 

Egli avrà sicuramente tratto molti spunti positivi ed anche criticità su cui lavorare, ma una cosa è certa: la Roma ha fatto una grande partita di cui poter essere davvero orgogliosa.

Di Davide Torretta

Redattore presso Cartellino Rosa

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