Massimo risultato col minimo sforzo per la Juventus: il vantaggio di due reti dopo 5 minuti di gioco consente alle ragazze di Mister Montemurro di controllare la partita e risparmiare le energie.
Poche altre occasioni clamorose per una Juve che pensa più che altro a gestire il risultato.

La Juventus comincia la gara con un 4-3-3, mantenendo la solita identità tattica pur variandone gli interpreti in vista del prossimo impegno di Champions League contro il Chelsea.

Per le bianconere la gara si mette subito bene e dopo 5 minuti sono già in vantaggio di 2 reti: questo consente alle Campionesse d’Italia in carica di poter gestire il vantaggio, lasciando al Napoli il pallino del gioco.

La Juventus ha quindi impostato la sua partita provando a contenere il più possibile la reazione sterile del Napoli, cercando addirittura in più occasioni il retropassaggio per alleggerire la pressione portata dalle azzurre.

Questo implica la ricerca di una costruzione a partire dal basso delle bianconere, con più volte Roberta Aprile coinvolta nel gioco. A causa di una certa imprecisione nei passaggi e nella gestione del possesso da parte della difesa, la squadra di casa si trova più volte in difficoltà nella costruzione del gioco, cercando di ripartire e sviluppare i propri attacchi verso le fasce.

Infatti, la maggior parte delle azioni offensive vedono Agnese Bonfantini come principale protagonista, la quale tende a partire dalla fascia destra per accentrarsi e provare la conclusione.

La sensazione è quella di una squadra che cerca di mantenere il risultato col minimo dispendio di energie fisiche.

Ad inizio secondo tempo, le sostituzioni effettuate da Mister Montemurro non cambiano l’assetto tattico della squadra, ma hanno più che altro la funzione di far rifiatare alcune giocatrici, in una sorta di turnover. 

Si vede così una Juve in controllo del gioco, che maggiormente cerca di distendersi in avanti per attaccare, complice anche la stanchezza insorta nelle avversarie.

Notevole l’aumento, da parte delle giocatrici di casa, della qualità della trama di gioco, ora più precisa rispetto alla prima frazione: appena alzano il baricentro, le bianconere si fanno più pericolose, accennando un maggior pressing (che vede addirittura Gama pressare le avversarie anche nella loro metà campo).

Inoltre, in più occasioni, la squadra di casa, non ci ha pensato due volte a lanciare il pallone in fallo laterale, per eludere il pressing portato sulla linea difensiva e sul portiere da parte del Napoli.

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