Un Napoli generoso esce sconfitto dalla sfida contro la Juventus: un inizio shock per le azzurre, che dopo un momento di sconforto riescono a risollevarsi e cercare di recuperare il doppio svantaggio. Molto buona la prova di Goldoni, Colombo e Popadinova.

Il Napoli entra in campo con un 5-3-2: la tattica impostata per la partita da Alessandro Pistolesi viene letteralmente sconvolta dai due gol subiti nei primissimi minuti dalla sua squadra.

Dopo dei legittimi momenti di shock per le giocatrici azzurre, il Napoli riordina le sue idee e si sistema in campo cercando disperatamente di dimezzare almeno lo svantaggio.

In fase di possesso il modulo diventa un 3-5-2, molto aggressivo specie a centrocampo, con lo scopo di superare o recuperare velocemente palla.

Purtroppo la foga e la generosità messa in campo da parte delle azzurre non ha sortito i suoi effetti sul gioco: molti i contrasti persi, così come molta è l’imprecisione delle giocatrici in campo, talvolta incapaci di sviluppare una trama di gioco. Evidente come tutto ciò sia frutto dell’ansia di recuperare lo svantaggio, con l’utilizzo anche di qualche lancio lungo per scavalcare il centrocampo avversario.

Col passare dei minuti, la disposizione in campo del Napoli migliora, lasciando da parte la foga e sostituendola con una buona organizzazione tattica.

Il pressing portato sul portatore di palla da i suoi frutti, mettendo qualche volta in difficoltà la retroguardia bianconera.

Nel primo tempo Pistolesi prova un cambio tattico, sostituendo un difensore (Corrado) con un attaccante (Acuti), la quale si posiziona come esterno alto a destra, passando così ad un 4-3-3.

Quando si tratta invece di difendere, il Napoli cerca di ridurre la distanza tra i reparti, indietreggiando nella sua metà campo con l’intera formazione.

Ad inizio ripresa, altre sostituzioni per le partenopee, con Popadinova che rende più vivace e pericoloso l’attacco del Napoli, che riparte forte alla ricerca di un gol.

Da segnalare lo spostamento di Goldoni che, da mezzala, passa ad occupare, in fase di non possesso, il ruolo di centrocampista centrale e trasformandosi in trequartista nella fase d’attacco, formando così una specie di 4-2-1-3.

Nella fase centrale della ripresa cala l’intensità del pressing del Napoli, forse a causa anche di un pò di stanchezza: questo vede le azzurre abbassarsi in difesa per respingere gli attacchi avversari.

Passata questa fase, il Napoli torna a farsi vedere in attacco, mostrando qualche bella trama di gioco e rendendosi pericoloso con dei bei scambi tra Popadinova, Goldoni e Sole Jaimes.

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