Questa domenica è andata in onda la sfida di giornata tra Milan e Roma, senza però determinare né vincitori né vinti, firmando sul tabellino uno sciatto 1 a 1.

La partita

Dopo un primo tempo scialbo e senza idee, dove la Roma ha schiacciato la squadra di Ganz portandosi in vantaggio con Serturini, le rossonere vengono fuori nella ripresa, motivate dal goal molto fortunoso di Grimshaw nei primi minuti, ma lasciando solo alla grinta le note positive.

Cosa va

Ben poco. Nota positiva la difesa, oggi impegnata particolarmente, ma brava a respingere la maggior parte degli attacchi avversari. Fa piacere vedere Arnadottir con una maglia da titolare, come sarebbe interessante vederla più larga a sinistra, in modo da lasciare a Bergamaschi la sua fascia destra una volta tornata Codina dalla squalifica.

Cosa non va

Troppe cose. Il gioco è praticamente inesistente, passaggi sbagliati e poche idee concrete. L’attacco rimane di nuovo a secco, terza volta in sei giornate, numeri che fanno pensare.

Da parte di Thomas l’errore più clamoroso, ma anche Giacinti pecca di freddezza, mentre la subentrata Stepelfeldt non regala la reazione sperata.

Un flop anche il centrocampo. Grimshaw oltre al goal fortunoso fa ben poco, Boquete tiene troppo il pallone, le fasce faticano e Adami deve fare la fase d’interdizione praticamente da sola senza Jane.

Stagione compromessa?

Juventus e Sassuolo non hanno ancora commesso un solo passo falso e sono in testa a punteggio pieno, con già 5 punti di vantaggio sulle rossonere.

Inoltre il Sassuolo si è già preso il primo scontro diretto giocato a Milano, mentre la Juventus attualmente sembra troppo per le rossonere.

Serve una mezza rivoluzione

Con il campionato di difficile lettura, Supercoppa e Coppa Italia possono essere i mezzi per portare al Milan il primo trofeo al femminile, dopo aver fallito anche lo scorso anno.

Per farlo però urge iniziare subito un percorso che possa dare sicurezza nel corso del 2022, un po’ come la Roma nella passata stagione.

Spazio alle giovani

Miriam Longo ogni volta che ne ha avuto la possibilità, ha sempre dimostrato di poter dire la sua. I prossimi mesi sono l’occasione perfetta per dargli fiducia, oltre a farla crescere dal punto di vista dell’esperienza, soprattutto dopo l’inizio campionato deludente di alcune compagne di reparto.

Anche Arnadottir ha svolto una buona gara e il suo inserimento in campo a sinistra, con il conseguente riposizionamento sulla fascia naturale di Bergamaschi a destra, potrebbe aiutare a riportare equilibrio.

Jane è la top player

La sudafricana è troppo importante, rinunciare a lei è diventato ormai impossibile e lo possiamo notare ogni volta che non è in campo titolare.

Pochi gol e pochi assist, certo, ma un lavoro di interdizione di valore internazionale, rendono il suo ruolo in mezzo al campo decisivo.

Di Mattia del Giudice

Co-fondatore e Caporedattore di Cartellino Rosa

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