La Serie A femminile, tra mille difficoltà a causa dell’emergenza COVID-19, è riuscita a partire ed è arrivata alla pausa invernale senza gare da recuperare e 10 giornate su 22 già disputate. Cartellino Rosa approfitta di questo periodo di stop per tirare un po’ le somme, analizzando la prima metà di stagione delle varie squadre protagoniste che solcano i palcoscenici del massimo campionato femminile italiano.

Juventus Women voto 9

Posizione in classifica: 1° posto

Obiettivo: Scudetto

Vittorie: 10

Pareggi: 0

Sconfitte: 0

Goal fatti: 29

Goal subiti: 6

Serie A

Il ruolino di marcia delle bianconere è stato impressionante finora: la Juventus si è laureata campionessa d’inverno con una giornata d’anticipo (l’ultima partita del girone d’andata sarà il 17 gennaio, in trasferta, contro l’Inter) in virtù di dieci successi ottenuti in dieci partite disputate.

Passando ai dati statistici le bianconere vantano il miglior attacco del campionato e la seconda miglior difesa (il Milan ha subito solo 4 goal, due in meno della Juventus) ed inoltre primeggiano nella speciale classifica per goal segnati su palle inattive (ben 15), dettaglio che ha fatto la differenza in diverse circostanze in questa prima parte di stagione.

La Juventus ha praticamente totalizzato lo stesso numero di goal segnati e subiti dopo dieci giornate nella passata stagione (30 fatti e 6 subiti nella stagione 2019/20) ed è stata in grado anche di migliorare il rendimento in classifica nel medesimo periodo (28 punti nella scorsa stagione) perciò è evidente la bontà del lavoro svolto da tutto lo staff tecnico, dalle calciatrici e soprattutto da Stefano Braghin, figura apicale di cui non si parla mai abbastanza.

Ciò che ha impressionato maggiormente però in questa prima parte di stagione è la qualità del gioco, decisamente migliorata rispetto alla scorsa stagione nonostante le interpreti siano rimaste pressoché le stesse, e la capacità di saper portare l’inerzia della partita a proprio favore contro qualsiasi avversario: in questo senso sono da evidenziare i meriti di Rita Guarino, che ha saputo lavorare bene traendo il meglio dalle proprie ragazze.

Le prestazioni offerte contro Fiorentina, Sassuolo e Roma sono la perfetta dimostrazione di quanto detto poc’anzi.

Tuttavia in alcune circostanze si sono palesate delle notevoli difficoltà, specialmente nelle sfide contro Empoli, Milan e Florentia. Nel primo caso la Juventus ha subito tre gol, evento accaduto solo una volta in precedenza nella propria storia, complice una difesa particolarmente in affanno per vie centrali, mentre contro il Milan è stata poco incisiva in attacco e contro la Florentia ha faticato terribilmente nel costruire gioco offensivo.

In queste circostanze i meriti delle avversarie sono stati enormi: l’Empoli è stata l’unica squadra in grado di mettere in difficoltà la Juventus giocando a viso aperto, il Milan mostrò un’impressionante organizzazione difensiva e la Florentia un’incredibile capacità di ostruire tutte le linee di passaggio. La Juventus ne è uscita vincente in due circostanze, Milan e Florentia, grazie all’intelligenza calcistica di Cernoia, mentre contro l’Empoli grazie alla coppia Girelli-Bonansea (in quella che è stata la miglior partita della loro stagione). In particolare la Florentia è la squadra che ha messo maggiormente in difficoltà la Juventus in questa stagione, facendo valere egregiamente il fattore campo.

Guarino ha saputo riaggiustare l’assetto in corso d’opera in diverse occasioni ma una squadra di tale livello, per riconfermarsi al vertice, dovrà condurre meglio certe partite prestando maggiore attenzione ai dettagli perché non potrà riuscire sempre ad invertire l’inerzia, specie se le avversarie miglioreranno in ogni stagione ed avrà inseguitrici, come il Milan, che sono quasi allo stesso livello e non perdono un colpo.

Coppa Italia

Le bianconere hanno disputato una sola partita del proprio girone di qualificazione ai quarti di finale, in trasferta contro la Pink Bari, vinta 4-1 con una discreta facilità. Il 13 gennaio si disputerà l’ultima decisiva sfida in trasferta contro il Pomigliano, squadra rivelazione della Serie B.

La Juventus avrà a disposizione due risultati utili su tre per qualificarsi, visto il pareggio che si è verificato tra Pomigliano e Pink Bari, perciò ha decisamente ottime possibilità di qualificarsi. Tuttavia le bianconere dovranno affrontare due sfide importanti tra il 6 ed il 10 gennaio, nell’ambito della Supercoppa italiana, e la partita di campionato contro l’Inter il 17 gennaio, quindi Guarino potrebbe decidere per l’occasione di schierare una formazione con diverse seconde linee e chi scenderà in campo non dovrà assolutamente prendere sotto gamba l’impegno, onde evitare una clamorosa sconfitta che costerebbe l’eliminazione.

UEFA Women’s Champions League

La Juventus in questa stagione puntava a migliorare i risultati ottenuti nelle due precedenti edizioni, ovvero l’uscita ai sedicesimi di finale contro Brøndby e Barcellona, ma l’urna di Nyon le ha regalato il peggior avversario possibile sulla piazza: il Lione (vincitrice delle ultime cinque edizioni della UWCL, regina incontrastata nel ranking UEFA ed universalmente riconosciuta come la squadra più forte del mondo).

Va da sé che le speranze di qualificazione agli ottavi di finale si siano subito ridotte al lumicino al cospetto di tale corazzata ma le bianconere, con orgoglio ed intelligenza, hanno saputo affrontare questa doppia sfida con lo spirito giusto, puntando a capire effettivamente, attraverso un simile crash test, a quale livello si potessero collocare attualmente rispetto alle migliori squadre del calcio femminile mondiale.

Le conclusioni di tale doppio scontro sono state esposte perfettamente ai microfoni di Juventus TV dal direttore generale della Juventus Women, Stefano Braghin, qualche minuto dopo la certificazione dell’eliminazione delle bianconere dalla massima competizione continentale al Groupama Stadium: “Abbiamo fatto molto meglio all’andata. Oggi siamo state meno propositive, subendo le loro iniziative per merito loro che sono fortissime. All’andata sembravamo più vicine, oggi ho avuto la sensazione che la distanza sia abbastanza grande, magari non come un tempo ma comunque da non concederci speranze in questo tipo di partite. Dobbiamo crescere per coraggio e approccio alla gara. Abbiamo fatto degli errori individuali che questo tipo di squadre non concede. Una buona esperienza ma tante cose che ci aiutano a riflettere. Di positivo ha lasciato il fatto che per larghi tratti dell’andata abbiamo giocato un calcio al livello della squadra più forte del mondo. Anche oggi siamo state brave come organizzazione difensiva. Ma la partita di oggi ha dimostrato che non siamo riuscite a fare entrambe le fasi. Se ci concentriamo sulla fase difensiva non riusciamo ad essere pericolose in avanti. Mentre le squadre forti riescono a farlo. Contro questo tipo di squadre, che per fortuna non sono molte, così facendo quasi sempre si perde. In Europa dobbiamo crescere e sperare in sorteggi migliori, siamo legate all’urna ad oggi. Sperando di alzare la qualità individuale pensando alla doppia fase”.

Nella prossima stagione la UWCL cambierà format, presentando dei turni preliminari di qualificazione alla fase a gironi in cui accederanno sedici squadre.

La Juventus ha dimostrato di avere le carte in regola per poterci essere, ed il fatto che la finale si disputerà all’Allianz Stadium di Torino sarà un ulteriore stimolo per le ragazze di Guarino, consce del fatto che la strada da percorrere per competere a certi livelli è ancora lunga ma il percorso intrapreso è assolutamente quello giusto, inoltre l’analisi di Braghin fa intendere che in casa Juventus sanno bene come dover procedere nel futuro prossimo, alla luce di quanto è accaduto in questa doppia sfida.

La Panchina

Rita Guarino si sta confermando, stagione dopo stagione, davvero un’ottima allenatrice, perché vincere è difficile e confermarsi ancora di più. Le sue doti principali risultano essere la gestione delle giocatrici, mai banale in un contesto in cui il livello è altissimo e quindi si rischia sempre di creare malcontento di fronte a determinate scelte di formazione, e soprattutto la duttilità, infatti non è legata ad un sistema di gioco in particolare e sa adattarsi con efficacia alle circostanze, spesso anche in corso d’opera. Queste sue due doti hanno permesso alla Juventus di ottenere risultati importanti in ambito nazionale nelle ultime tre stagioni.

La recente doppia sfida di UWCL contro il Lione ha però dimostrato come sia necessario giocare in un modo differente per poter ottenere dei risultati rilevanti anche oltre i confini del Belpaese.

Ciò che nella gara d’andata ha permesso alla Juventus di tenere testa alle transalpine è stato il lavoro encomiabile di Bonansea ed Hurtig sia in fase offensiva che difensiva, aspetto che al ritorno non è stato replicato complice anche uno schieramento (3-5-2) che non ha assolutamente convinto in quanto la Juventus ha sofferto terribilmente le scorribande degli esterni offensivi Majri e Cascarino, costringendo le bianconere a chiudersi in difesa e ripartire di rado con efficacia (capacità che invece il 4-3-3 all’andata permise di svolgere meglio).

L’elemento che ha fatto davvero la differenza nel Lione è stata Dzsenifer Marozsán, che nel ruolo di trequartista ha saputo rifinire, e finalizzare all’occorrenza, le azioni di gioco della propria squadra.

Guarino ha sperimentato di recente, nel primo tempo contro il Napoli e contro la Roma, il 4-2-3-1 (che diviene 4-4-2 in fase di non possesso), impiegando Rosucci e Zamanian nel ruolo di trequartista, ottenendo discreti risultati. Nella sfida di ritorno contro il Lione, quando Zamanian ha sostituito Galli, si è passati a questo sistema di gioco, e non è un caso che le uniche occasioni offensive siano proprio arrivate in seguito a questo cambio tattico.

Tale modulo permette alle bianconere di essere ben coperte in difesa e di avere un’ottima propensione offensiva, contando sull’apporto fondamentale dei due esterni offensivi in ambo le fasi e del trequartista.

La giocatrice che, più di ogni altra in rosa, potrebbe assumere i compiti che al Lione sono di Marozsán è Barbara Bonansea.

L’attaccante bianconera infatti dispone di una tecnica eccezionale ma, relegata sempre sull’esterno, riesce a mostrarla sporadicamente, risultando spesso fuori dal fulcro del gioco. Inoltre, svolgendo la doppia fase, spreca molte energie che non le permettono di essere lucida sotto porta. Spostandola sulla trequarti invece si avrebbe l’opportunità di godere a pieno di tutte le sue qualità, ponendo sugli esterni giocatrici più abili nella doppia fase ed in grado di creare superiorità numerica saltando l’uomo, come Hurtig e Cernoia.

Guarino ci sta già pensando seriamente ed una formazione titolare del tipo

Giuliani

Hyyrynen Sembrant Salvai Boattin

Galli Caruso

Cernoia Bonansea Hurtig

Girelli

sembra essere la migliore per eccellere in Italia ed ottenere buoni risultati in UWCL.

Calciomercato

La Juventus, visto i risultati conseguiti negli ultimi tre anni, non ha ritenuto necessario cambiare granché in estate (a ragion veduta). La società quindi ha pensato principalmente a collocare diverse ragazze della Primavera in prestito in diverse squadre (soprattutto Empoli, Hellas Verona, Florentia, Pink Bari e Tavagnacco) e poi sostituire le uscenti Michela Franco, Aleksandra Sikora ed Asia Bragonzi (le prime due, un difensore ed una centrocampista, trasferitesi a titolo definitivo, mentre l’ultima, un’attaccante, a titolo temporaneo).

Braghin ha perciò deciso di tesserare Matilde Lundorf, Dalila Ippólito e Lina Hurtig, che sono andate a ricoprire esattamente i posti che erano rimasti scoperti.

Lundorf è un difensore polivalente, classe 1999, in quanto sa ricoprire sia il ruolo di terzino destro che di centrale. Guarino l’ha impiegata spesso in questa prima parte di stagione e la danese ha mostrato delle notevoli capacità offensive, soprattutto per quanto concerne il pressing nella metà campo avversaria, ma ha palesato anche dei grossi difetti in fase difensiva, specie in marcatura a uomo e nel posizionamento. Il giudizio globale su di lei perciò è leggermente insufficiente ma, dato la giovane età, ha sicuramente importanti margini di miglioramento.

Ippólito, centrocampista argentina classe 2002, è stata un acquisto in prospettiva, ed infatti ha visto poco il campo in quest’inizio di stagione, perciò è opportuno sospendere il giudizio sul suo conto.

Infine Hurtig, attaccante classe 1995, è stata sicuramente l’acquisto più importante della campagna estiva. La svedese è arrivata con l’obiettivo di poter innalzare la qualità del già buon reparto offensivo bianconero, soprattutto in vista degli impegni di UWCL, e non ha tradito le attese. Dopo un breve ma fisiologico periodo di ambientamento Hurtig ha decisamente cambiato marcia ed è risultata di fatto decisiva in due sfide di campionato, procurandosi due rigori contro Florentia e Napoli, e nella sfida d’andata di UWCL contro il Lione ha siglato un gran goal di testa ed ha propiziato anche l’autorete di Buchanan. La svedese è in crescita costante e la sua capacità di poter ricoprire anche il ruolo di esterno di centrocampo in fase di non possesso palla, senza perdere efficacia in fase offensiva, è un incredibile valore aggiunto.

Complessivamente quindi gli acquisti estivi sono promossi poiché hanno decisamente migliorato la qualità della rosa. In vista della prossima stagione la Juventus però necessiterebbe di un attaccante esterno simile ad Hurtig, come fatto intendere dallo stesso Braghin, e di un difensore in grado di ricoprire sia il ruolo di terzino che di centrale, poiché la coperta è parsa corta.

Di Davide Torretta

Redattore presso Cartellino Rosa

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