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In esclusiva ai microfoni di Cartellino Rosa, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchere con il Direttore Sportivo della Pro Sesto Femminile Alessandro Cartago, con cui abbiamo parlato della prossima stagione, del calcio femminile in Italia e molto altro, partendo di dovere dalla promozione della scorsa stagione in Serie B:

L’obiettivo era chiaro a parole, poi ovviamente c’è il manto verde che decide. Siamo partiti volendo raggiungere quel traguardo, ma guardando di domenica in domenica la partita da affrontare. Ci siamo poi resi conto di aver raggiunto la meta quando siamo andati a giocare ad Alessandria, dove in caso di vittoria avremmo ottenuto la sicurezza matematica. Ovviamente ci pensavamo già prima, però fino a quando non si ha la certezza nulla è scontato. Vincere il campionato con alcune giornate d’anticipo a 12 punti dalle inseguitrici è stato sicuramente importante, diciamo che è stato dominato. Questo grazie allo staff, alle ragazze, alla società. Abbiamo lavorato tutti in maniera completa, soddisfacente e corretta.

Abbiamo messo a disposizione della squadra un modo di vedere il calcio in maniera professionale, già dal primo anno in Eccellenza.Ogni anno abbiamo inserito qualche figura nuova, infatti ad oggi lo staff comprende due allenatori, due preparatori oltre a quello dei portieri, un medico, una fisioterapista. Inoltre abbiamo macchinari per le terapie iniziali in caso di infortuni, oltre ad appoggiarci ad un centro per le questioni più serie.
Abbiamo sempre cercato di portare una mentalità professionistica anche nel femminile, non dimentichiamoci che abbimao 140 ragazze iscritte dai Primi Calci 2013-14 fino alle Primavera Nazionale, dove affronteremo Milan, Inter, Juventus… Infatti anche la Primavera è stata allestita con criterio, è una squadra forte per il suo livello, abbiamo cercato giocatrici mirate e con già esperienza in campionati importanti, come Chiara Messori dal Sassuolo. Abbiamo preso cinque giocatrici dall’Atalanta. Abbiamo scelto, oltre a chi già c’era, calciatrici di qualità.

La Primavera è un campionato ambiguo. Quello che vorremmo fare è puntare in alto. In primis permettere alle ragazze di crescere, in modo poi di far salire in prima squadra 3/4 giocatrici, mettendo anche in mostra le nostre giocatrici in un campionato importante. Tutto questo giova a tutte, in modo che possano mettersi in mostra e farsi vedere. Poi siamo la Pro Sesto, non siamo il Milan o la Juventus, conosciamo benissimo le nostre potenzialità e i nostri limiti.

Non abbiamo di proposito smantellato la rosa della scorsa stagione, perchè noi crediamo che la qualità tecnica nel gioco del calcio sia un valore aggiunto, se hai qualità è più facile avere la gestione del pallone e a noi non ci manca. Le giovani che abbiamo sono brave, hanno vinto un campionato di Serie C, hanno un futuro. Con la collaborazione dell’Inter abbiamo da parte loro una mano, non solo per la prima squadra ma anche per il settore giovanile. Inoltre abbiamo inserito giocatrici esperte come Anita Coda, Confalonieri, Riva… oltre ad aver tenuro le nostre d’esperienza come Mariani, Possenti… che in Serie B possono fare molto bene.

Chiaramente è un altro campionato, non è la Serie C. Dovremo giocare tutte le partite come se fossero delle finali di Champions, perchè l’obiettivo primario è salvarsi.

Dobbiamo mettere mattonella e mattonella, domenica dopo domenica. Dobbiamo pensare alla Coppa Italia, poi alla trasferta con il Chievo, poi Bari, Cesena… Ad oggi mi interessa lavorare per raggiungere i punti che ci consentono di mantenere la categoria, perchè stiamo già “ragionando per il futuro”, migliorare la disposizione e il servizio al calcio femminile. Far si un giorno di prendere anche ragazze fuori regione, al momento non abbiamo a disposizione da dare vitto e alloggio. Oltre a Chiara Messori, abbiamo una ragazza ungherese2002, Sandra Polzer, che vivono in appartamento, ma non abbiamo disponibilità particolari. L’anno prossimo vorremmo aumentare questo spazio.

Devo mandare una frecciata al calcio straniero, sicuramente all’estero le ragazze per mentalità, per attitudine, hanno un modo diverso di affrontare il calcio, hanno avuto un percorso di crescita diverso. Un conto è la Serie A dove arrivano già giocatrici importanti, un conto è la Pro Sesto che è salita dalla Promozione vincendo tutti i campionati, vincendoli sul campo. Per me è importante il calcio italiano, la nostra strategia per il presente e il futuro è avere in squadra il 98% delle giocatrici italiane, perchè ci sono calciatrici fortissime. Prendo in esempio il Milan che ha delle 2001, 2000 che sono fortissime: Miotto, Longo, Cortesi… Sono giocatrici forti e sono italiane. Sarebbe bello se avessero più spazio, prendo il Milan come esempio. C’è la Juventus con un sacco di ragazze in giro. Secondo me bisognerebbe migliorare le giovanili e dar più fiducia al calcio italiano. Se vado ogni volta a prendere 7/8 giocatrici straniere…

Sarebbe importante smettere di classificare Serie A e B, sono due categorie importanti, come nel maschile, dove la cadetteria viene trasmessa dalle varie emittenti. Servirebbe lo stesso trattamento anche nel femminile, sarebbe un aiuto di sostentamento importante per gli introiti generali, oltre a dare visibilità alle ragazze. Questo è un peccato perchè si potrebbe avere molto di più, come strumenti di analisi tecniche delle squadre, filmati video… Se si vuole parlare di professionismo si deve iniziare a fare i professionisti, non solo sul tesseramento. Le ragazze è giusto vengano tutelate, perchè è fondamentale. Qui in Serie B lavorano e studiano, si allenano 4 volte a settimana oltre al sabato mattina e la partita la domenica. Il professionismo non è la parola, ma è come si fa calcio in maniera professionale e cosa fa la Federazione per il calcio femminile. Ad oggi che siamo entrati in B vediamo che si può e si deve migliorare. Non si deve parlare e basta, ma mettere a disposizione a questa ragazze maggiori mezzi come in Serie A, perchè hanno gli stessi impegni, le stesse partite, un campionato nazionale… Però il sostentamento è poco. Queste due categorie, che sono sotto la FIGC, andrebbero fatte crescere da tutti i punti di vista, il professionismo va mostrato con i fatti, non a parole.

Torno al discorso giovani, quando sei bravo, indifferentemente dalla fisicità, devi giocare. Sposo cosa disse una volta Allegri: quando tu hai più qualità degli altri alla lunga le partite le vinci.
Ma come fai a costruire questa qualità? Con gli investimenti delle allenatrici, nei settori giovanili, ma soprattutto dando continuità al potenziale. Se vogliamo fare il salto di qualità, dobbiamo farlo a 360° con i fatti. Le ragazze arrivano per allenarsi qui da Brescia, Lodi… 70-80 km all’andata e al ritorno, per dei rimborsi. Le ragazze hanno la passione, su questo aspetto non hanno rivali. Non hanno mai avuto niente, solo la passione, vanno oltre l’aspetto economico. Gli andrebbero fatte delle statue. Fanno un campionato importante, hanno impegni importanti ma però…

Io non ho mai visto un murales a Giacinti, a Giuliani, a Guarino… Rita che insieme a Morace e Bavagnoli sono figure positive, hanno l’esperienza e sanno cosa possono dare, le loro voci sono importanti.

San Marino e Pink Bari sono retrocesse dalla Serie A, hanno fatto investimenti importanti, hanno rose importanti e ambizione, vogliono tornare in massima categoria. Per la lotta salvezza, non credo ci siano squadre designate a lottare per questo obiettivo, è un campionato talmente equilibrato ed omogeneo che non esiste una formazione sfavorita rispetto alle altre, anche tra tutte le neo promosse come noi, chi è salito ha costruito squadre competitive. Le squadre già presenti prima erano e sono già all’altezza della categoria. Una sorpresa potrebbe essere il Tavagnacco o il Chievo, hanno matenuto la solidità della scorsa stagione inserendo dei tasselli, per quanto mi riguarda per la gestione delle giocatrici, questa è la scelta migliore.

Il calciomercato per noi è finito. Abbiamo inserito giovani brave, giocatrici esperte e confermato le ragazze che ci hanno garantito la conquista della Serie B e ci potranno aiutare a mantenere la categoria. Non abbiamo mai costruito una rosa sulle titolari, chi entra dalla panchina mantiene il livello alto, anzi magari porta in campo caratteristiche diverse, come i nostri attaccanti, in modo da avere più soluzioni. Abbiamo guardato la qualità tecnica, la struttura degli allenamenti è composta da 20 minuti di tecnica pura, in funzione a quello che è il gioco del calcio, la parte atletica si, ma poi ci sono i piedi.

Di Cartellino Rosa

Cartellino Rosa è un blog sportivo amatoriale, sostenuto dalla passione per il calcio femminile di alcuni ragazzi, con l'obiettivo di darà visibilità a questo mondo.

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