Questo sabato appena trascorso, al posto di passare la serata al solito pub a commentare le ultime gare di campionato, ho colto l’occasione di andare ad assistere alla mia prima gara di pallavolo dal vivo, dopo averla apprezzata da sempre in televisione.

Affiancato da Nico ed Albi, ci presentiamo in biglietteria a ritirare gli accrediti, facciamo la dovuta fila del tridente di controllo green pass-temperatura-biglietto, per poi varcare la porta all’interno dell’Arena di Monza.

Subito ci si spalanca davanti agli occhi il campo di gioco, abbracciato dalle tribune, un palcoscenico pronto a puntare i riflettori sulle grande protagoniste di giornata: Vero Monza e Imoco Conegliano, in sostanza una Supercoppa Europea tra due realtà affermate del panorama mondiale del volley femminile.

Cambiamo sport ma le abitudini mai, prima tappa il bar per la consueta birretta pregara ad assisterci e un pacchetto di patatine in attesa di cenare a fine serata.

Una volta fatta benzina, voliamo a prendere posto nel settore blu est, con due zone più a destra la curva delle padrone di casa, attrezzati di tutto punto con megafoni, stereo e tamburi.

Sin dal riscaldamento inizia lo show, con le due squadre che scendono in campo a braccetto con musica discotecara per infiammare gli animi, con la voce dello speaker simile ad un Dj a caricare il pubblico, rendendolo partecipe all’evento stesso.

Non si perde nemmeno il tempo di rientrare negli spogliatoi. Le squadre sono già pronte a scendere in campo davanti ad una platea di 2000 persone (con il 60% di apertura), con le due curve che si scambiano cori e segni di rispetto l’una verso l’altra.

Abituati dal calcio, ci sorprende quasi la prima presentazione fatta dallo speaker ancora prima delle formazioni: auguri e applausi da parte di tutto il palazzetto per i due arbitri, cosa impensabile per il mondo sportivo da cui veniamo.

Sulla gara ben poco da dire non essendo in grado di giudicarla da un punto di vista tecnico-tattico, ma posso affermare di aver visto uno spettacolo emozionante, coinvolgente e pieno di passione, tanto da alzarmi nel corso dell’ultimo set per esultare per i punti più sofferti.

Schiacciate, muri, salvataggi… tutti gesti tecnici esaltati dalla musica e dallo speaker ad ogni punto, ad ogni replay… continuando anche nel corso del match ad incitare il pubblico per la formazione di casa e… lo spettacolo generale a cui stavamo assistendo, chiedendo applausi per una e l’altra squadra ad ogni grande giocata.

A fine partita, vinta dal Conegliano campione in carica d’Europa per 2 a 3, usciamo soddisfatti ed emozionati per lo show sportivo a cui abbiamo assistito, con la voglia di tornare per ripetere l’esperienza.

Il mio ruolo però all’interno di Cartellino Rosa, non ha potuto non mettermi di fronte all’idea di paragonare ciò che ho appena visto, alle domeniche passate negli stadi ad assistere le gare di calcio femminile.

Anche le pallavoliste, come le calciatrici (che lo diventeranno presto in Serie A), non sono professioniste, nonostante il nostro sia il campionato più prestigioso al Mondo! Nonostante quest’estate siamo diventati campioni d’Europa con la Nazionale femminile e maschile.

Quindi, nei limiti e nelle giuste proporzioni, si prende ad esempio e si riproponi lo show dei palazzetti anche attorno al rettangolo verde di gioco, si coinvolgano i tifosi al posto di assopirli, rendendoli parte integrante della partita.

Il professionismo non è la soluzione a tutti i problemi, non è una bacchetta magica come ripetiamo sempre. Si accompagni a questa svolta una vera e propria evoluzione.

Fonte foto: @VeroVolleyMonza

Di Mattia del Giudice

Co-fondatore e Caporedattore di Cartellino Rosa

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