È mancato lunedì, Emilio Naitza, ricoverato da alcune settimane in seguito a un malore. Aveva 60 anni. Da presidente dell’Atletico Oristano, lascia un progetto a medio termine, simile al modello di certi college d’oltreoceano: creare un vivaio solido, da cui attingere per una prima squadra giovane e legata al territorio. L’Atletic Bilbao sardo. Se la squadra biancorossa perde un presidente illuminato, il mondo del calcio femminile perde una persona garbata e affabile. Tra coloro che l’hanno conosciuto, anche da avversario, sarà ricordato per l’ironia, la cordialità e la correttezza con cui interpretava il proprio ruolo.

Prima della presidenza dell’Atletico, un passato nella politica locale: consigliere comunale a lungo, con anche un’esperienza da assessore. Definizioni e incarichi che in queste ore suonano vuoti, di fronte al ricordo di Naitza, espresso dall’Atetico Oristano con una nota sui social, di cui si ripropone un estratto:

Emi, le tue ragazze e i dirigenti non dimenticheranno mai la tua risata e la passione che hai regalato a ognuno di noi. Non sei stato solo un presidente, ma prima di tutto un grande uomo, amico e per le giocatrici un padre. Hai lasciato un vuoto incolmabile ma noi continueremo nel tuo ricordo, sperando di renderti orgoglioso. Ciao Emi, buon viaggio.

Non essendo previsto rito funebre, la camera ardente è in corso nel cimitero monumentale di Oristano, durante la scrittura di queste righe.

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