foto di Andrea Nicodemo

La notizia della conferma di Giancarlo Maggio alla guida delle granata pone le premesse del Porto che verrà. Il campionato appena terminato, nella breve storia del Portogruaro femminile, è stato senza dubbio quello con il tasso di difficoltà e con il livello qualitativo più alto. La salvezza è stata un punto di arrivo di un percorso (come ammesso dallo stesso Maggio nel dopo-Mittici), ma anche un punto di partenza per alcune valutazioni future. Il mantenimento della categoria non era scontato a inizio anno, raggiungerlo è stato possibile grazie all’apporto di tutte le ragazze in rosa. Tra conferme e sorprese, ecco il pagellone (senza l’antipatia di dover dare un voto) di questo campionato granata.

Battaiotto Anna – Al suo primo anno da capitana granata chiude in doppia cifra e da miglior marcatrice, dopo aver messo a disposizione della squadra esperienza e qualità. Soprattutto dopo l’infortunio di Furlanis si sacrifica nel ruolo a lei meno congeniale di punta centrale. Il primo gol contro il Trento è una meraviglia, il secondo è ingiustamente annullato. Decide la gara contro i Mittici con una spalla lussata, bello ma ininfluente il gol a Vicenza, segna il raddoppio nello spareggio salvezza chiudendo i conti.

Bigaran Sofia – Girone d’andata incoraggiante, spesso in ballottaggio per una maglia da titolare. Dopo lo stop forzato di gennaio ha faticato a ritrovare lo stesso spazio, rimanendo comunque un cambio di qualità a gara in corso. Il suo soprannome è spesso inserito dalle compagne nei ritornelli di canzoni famose.

Chiarot Marika – Stagione che segna una maturazione calcistica. Titolare della linea difensiva nel girone di ritorno, grazie alla continuità di minutaggio è migliorata in sicurezza e tempismo. Finale in crescendo, rendendosi pericolosa anche nell’area avversaria: un quasi gol contro il Trento e un altro valido ma inspiegabilmente annullato contro il Riccione.

Chies Gaia – Centrocampista abile a giocare nello stretto. Dopo un inizio di campionato interessante ha pagato la poca fisicità in mezzo al campo, perdendo man mano posizioni nelle gerarchie a favore delle compagne più esperte. Fa un gran gol nell’andata contro l’Atletico Oristano.

Codarin Victoria – L’asso nella manica di fine di campionato. Classe 2003, proveniente dall’U19, è stata buttata nella mischia da mister Maggio contro Venezia e Triestina e ha sorpreso, immettendo freschezza e sana incoscienza. È una delle promesse granata.

Comacchio Elena – Il portiere storico delle granata ha tolto anche stavolta diverse castagne dal fuoco, soprattutto con interventi ravvicinati (come contro il Padova al ritorno). Qualche incertezza sui tiri dalla lunga distanza. Stoppa Sovilla lanciata a tu per tu nel playout quando si era sullo 0-0.

De Fazio Lucia – Stagione vissuta soprattutto in U19, sempre a disposizione della società anche quando è stata convocata in prima squadra. Qualche minuto nei finali di gara per sfruttarne la rapidità e la tecnica individuale.

Durigon Chiara – La giocatrice cresciuta di più all’interno della stagione. Trasformata dopo il cambio in panchina, ha preso fiducia in sé e la squadra ne ha tratto giovamento, guadagnando una centrocampista tosta e generosa, oltre che fredda quando serve: pesantissimo il rigore infilato a Civitanova allo scadere. In gol dal dischetto anche contro la Jesina.

Finotto Aurora – Frenata dagli acciacchi fisici, rispetto a una stagione fa è riuscita meno volte a scatenare la sua solita velocità sulla fascia, anche perché a volte si è sacrificata nel ruolo di attaccante centrale. Come sempre corre per tre, coraggiosa a realizzare il penalty contro la Triestina. Segna il pari nello scontro diretto con i Mittici in campionato, nello spareggio spinge forte a sinistra.

Furlanis Giorgia – Il grande rimpianto. Le prime uscite della sua stagione facevano presagire un ruolo determinante per la portogruarese DOC, con gol da calcio d’angolo e prestazioni decisive. Sensazione confermata anche nel primo spiraglio di girone di ritorno, dopo le tre giornate di stop per un rosso a Venezia. Il grave infortunio patito contro il Bologna ne ha chiuso anzitempo la stagione. Come sarebbe andata con lei in campo?

Gallo Valentina – Punta tecnica e brava in appoggio, titolare nel girone d’andata. Fa in tempo a segnare un gol prima di volare via in prestito a gennaio. La sua presenza in area avrebbe fatto comodo, viste le difficoltà offensive del Porto nelle ultime gare di campionato.

Gashi Albulena – Il 2-1 su punizione nel recupero contro il Padova è il primo gol in campionato, otto mesi dopo l’ultimo, la rovesciata contro il Le Torri del campionato precedente. Apre le marcature nel playout contro i Mittici, nel mezzo qualche passaggio a vuoto e alcuni acciacchi fisici. In totale segna quattro gol, tutti decisivi, e contro il Brixen le negano un rigore sacrosanto. Nei momenti decisivi della stagione c’è la sua firma. Una vita da pellicola.

Gava Carlotta – Titolare inamovibile al centro della difesa, guadagnando anche i gradi di capitano in assenza di Battaiotto. Centrale rapido e grintoso, si integra bene per caratteristiche con le sue compagne di reparto. Segna due gol in mischia, contro Mittici e Bologna, entrambi decisivi. A Portogruaro la ricorderanno in tanti.

Gava Vittoria – Nel girone di ritorno si guadagna il posto da titolare come terzino a sinistra. Fa un assist da centrocampo contro l’Oristano, ha qualche difficoltà contro esterni rapidi e tecnici, ma per una 2003 alla prima stagione in prima squadra è senza dubbio da promuovere.

Matiz Nice – Comincia la stagione da esterno, ma gioca dove serve: punta, terzino, centrocampista. Fa registrare il record personale di gol. Campionato che segna un’evoluzione tattica e ne conferma l’abnegazione e lo spirito di squadra. Il rock e tutto il resto all’occorrenza.

Minutello Rachele – Molto più che terzino destro: copre, rilancia, spinge, batte angoli e punizioni. Veniva da un anno di stop per infortunio, è diventata indispensabile. Maiuscole le prestazioni contro il Venezia FC e al playout contro i Mittici. Immarcabile nei festeggiamenti post salvezza.

Molinaro Francesca – Anche lei rientra da uno stop fisico a campionato iniziato e diventa in breve titolare. motorino instancabile sulla fascia, parte come terzino, ma è utilizzata soprattutto da esterno alto. La corsa e la resistenza ne fanno un elemento tattico decisivo per i suoi strappi. Segna un gol bello e pesante contro il Padova. Suo l’assist per il gol del 2 a 1 ai Mittici in campionato.

Nodale Sara – Gioca nella mezz’ora finale della prima giornata contro la Spal, poi motivi di lavoro la allontanano dal campo, ma non le impediscono di continuare a sostenere le compagne dalla tribuna. Stimata dalla società, il direttore sportivo è al lavoro per riportarla a casa nella prossima stagione.

Piemonte Rebecca – Attaccante che può anche sacrificarsi sulla fascia. Vede il campo con discontinuità ma mostra sempre grande spirito di gruppo e attaccamento alla maglia.

Piovesan Debora – Esterno e all’occorrenza anche portiere, non titolare ma cambio tenuto sempre in considerazione da Maggio. Stagione compromessa da un infortunio, la sua assenza ha tolto un’opzione: avrebbe sicuramente trovato spazio nel finale di campionato.

Roveretto Chiara – Tra le migliori della rosa per qualità tecnica, a Civitanova segna su punizione nel giorno del suo compleanno. Si rilancia dopo un anno di sosta, diventando titolare nel periodo della rimonta granata in classifica, in concomitanza con alcune defezioni in quel ruolo. Nelle ultime partite sente la stanchezza di fine stagione.

Scudeler Silvia – Terzino o difensore centrale. Quando sembrava aver superato gli acciacchi fisici della prima metà di campionato, arriva l’infortunio nella gara di Oristano. Se l’anno prossimo troverà continuità, sarà una possibile titolare.

Sovran Giada – Qualche scampolo di gara come esterno a inizio stagione, poi quasi solo U19.

Spinelli Ginevra – Spesso inserita a gara in corso per dare freschezza sui lati con i suoi scatti e dribbling, e nel finale anche qualche prova convincente dall’inizio. È stata la sua prima vera stagione tra i grandi e difficilmente la scorderà: segna il suo primo gol e una settimana dopo viene espulsa contro il Bologna. Classe 2003, il bagaglio di esperienza maturato quest’anno la pone al di sopra della media delle coetanee.

Spollero Gaia – La sua fisicità in mezzo al campo e davanti alla difesa ne fa una protagonista della stagione. Nonostante la mitezza di carattere sa farsi valere, martellando e facendo tanto lavoro sporco per le compagne, senza mai tirarsi indietro, caratteristiche che le valgono la titolarità. Contro il Venezia FC trova anche il suo primo gol. Una vita da mediana.

Tollardo Eliana – Giovanissima (classe 2007), gioca qualche scampolo di partita nel finale di campionato. Entra sempre con la giusta attitudine, a livello tecnico è già da prima squadra. Da seguire con attenzione.

Vignandel Giada – Capitana dell’U19, in attacco trova poco spazio, ma fa in tempo a guadagnare un rigore contro il Vicenza, miglior difesa del torneo. Fa un quasi assist per Finotto contro il Venezia FC e in generale mostra tante buone intenzioni quando trova spazio. L’anno prossimo può essere una delle rivelazioni.

Volpatti Elisabetta – Prima parte di campionato che ne conferma l’affidabilità difensiva. Nel girone di ritorno gioca meno, ma fa in tempo a tornare al gol dopo più di due anni. Ormai portogruarese d’adozione, rimane un punto di riferimento dello spogliatoio.

Zamberlan Eleonora – Vecchia conoscenza granata. Al suo primo anno di serie C è tra i primi cambi a centrocampo. Sceglie il numero 21 come Pirlo e quando entra non fa mancare la pulizia tecnica e la visione di gioco che la contraddistinguono. Nel 3 a 1 interno inferto al Venezia VFC è tra le migliori in campo.

Zilli Deborah – Pendolino sulla fascia, viene provata anche dietro le punte nelle prime uscite della stagione, segnando un gol nella prima di campionato. Pur considerata dallo staff tecnico, non trova continuità di impiego e a dicembre si trasferisce ai Mittici. Il destino vuole che giochi il playout proprio contro le sue ex compagne, ma ha la sfortuna di trovarsi di fronte Minutello, che stravince il duello.

Maggio Giancarlo – Arriva in un momento non facile della stagione. Nel primo mese trova la chiave per arrivare allo spogliatoio e il suo famoso lavoro “psicologico” è la pietra angolare della salvezza. Vince diverse scommesse in campo, ma nel momento migliore del Porto deve fare i conti con alcuni infortuni pesanti. La passionalità con cui vive le partite lo porta a qualche battibecco con gli arbitri e gli costa diverse giornate di squalifica, rallentando il percorso della squadra. Ha il merito di rimanere autentico anche nella tensione delle ultime giornate e scoppia in lacrime al termine del playout. Meritata la riconferma.

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