Che affrontare allo Stadio Breda l’Inter di Guarino sarebbe stata tutt’altro che una passeggiata di salute le bianconere ne erano perfettamente consapevoli, ma bisogna ammettere che le ragazze di Montemurro si sono proprio complicate la vita oltremodo…

L’Inter ha impostato una partita esattamente come ci si aspettava alla vigilia, ovvero particolarmente accorta in fase difensiva e pronta a sfruttare al massimo le ripartenze veloci in caso di errori in fase di costruzione del gioco da parte delle avversarie.

Dall’altra parte la Juventus invece ha tenuto in mano il pallino del gioco, cercando di sfruttare le fasce per dare ampiezza alla manovra in quanto le nerazzurre hanno saputo creare parecchia densità in mezzo al campo rendendole difficile trovare degli spazi.

Le bianconere hanno perciò provato spesso a crossare in mezzo all’area nonché a creare superiorità numerica sulle fasce per creare situazioni offensive estremamente pericolose, ma l’Inter è quasi sempre riuscita a disinnescare egregiamente ogni sortita bianconera.

Inoltre, dettaglio ancora più importante, le nerazzurre hanno saputo sfruttare bene tutti gli errori delle bianconere, mostrando una grande organizzazione e soprattutto efficacia, come nel caso del gol del pareggio di Nchout derivato da un’ottima intuizione di Pandini.

La Juventus è riuscita a tenersi a galla soprattutto grazie alle grandi prestazioni di Gama, che in difesa ha messo spesso una pezza agli errori grossolani di diverse sue compagne, e Boattin, la quale ha preso letteralmente in mano la sua squadra portandola al successo con un passaggio straordinario al 80′ che ha permesso a Stašková di decidere la partita.

Il piano partita di Montemurro, che teoricamente era assolutamente corretto, non ha trovato attuazione pratica a causa principalmente delle prestazioni negative di alcune sue giocatrici.

Indubbiamente Guarino, conoscendo molto bene praticamente tutte le giocatrici bianconere, ha potuto adottare delle contromisure che hanno notevolmente complicato la vita alla Juventus, ma in ogni caso è parso evidente come in certe situazioni sarebbero semplicemente bastate maggior concentrazione, precisione e cattiveria agonistica per portare a casa la vittoria con decisamente più facilità e non soffrendo fino all’ultimo minuto…

Infatti se Lundorf, Salvai e Girelli, nonostante non abbiano decisamente dato sfoggio delle loro migliori qualità, hanno comunque effettuato delle giocate interessanti permettendole un minimo di riscatto, non si può dire proprio lo stesso di Pedersen, Zamanian e Hurtig. 

Queste ultime, sebbene siano giocatrici dall’indiscutibile cifra tecnica, hanno reso decisamente al di sotto delle loro potenzialità, complicando non poco la via per il successo.

Pedersen, che contro il Chelsea in UWCL era stata superlativa nonché la migliore delle bianconere per distacco, contro l’Inter è parsa la brutta copia di se stessa: imprecisa in fase d’impostazione, distratta in fase d’interdizione e sempre sotto ritmo per tutta la partita.

Zamanian invece, che avrebbe dovuto imbeccare le attaccanti come le richiede Montemurro, ha faticato a trovare la sua corretta posizione in campo effettuando costantemente dei passaggi troppo complicati da leggere per le proprie compagne di squadra.

Infine Hurtig ha palesato purtroppo in tutta la sua gravità un grosso difetto che si porta dietro fin dalla scorsa stagione, ovvero una mancanza di cattiveria agonistica negli ultimi venti metri di campo che non le consente di concretizzare l’enorme mole di gioco che crea.

Montemurro ha posto efficacemente rimedio alle difficoltà della sua squadra nel secondo tempo inserendo Cernoia a 24 minuti dal termine della partita al posto di Rosucci e Caruso, Bonfantini e Stašková al 75′ in sostituzione di Zamanian, Bonansea e Girelli. 

In particolare Cernoia e Stašková hanno saputo dare il giusto contributo a centrocampo ed in attacco, che era mancato terribilmente fino al loro decisivo ingresso in campo.

Cernoia è riuscita a fare in breve tempo tutto ciò in cui era mancata Zamanian, mentre Stašková ha saputo capitalizzare bene i suggerimenti arrivati dalle proprie compagne.

La vittoria conseguita contro l’Inter, al netto della prestazione sufficiente solo per il risultato finale, può considerarsi un ulteriore segnale inequivocabile di quanto il gap tra le varie compagini della Serie A si stia assottigliando, ma soprattutto della profondità della rosa della Juventus che le consente di portare a casa i tre punti anche al termine di una sfida in cui un pareggio o persino una sconfitta non sarebbero assolutamente state uno scandalo.

Sicuramente Montemurro dovrà dare una bella strigliata ad alcune sue ragazze perché alla Juventus certe prestazioni non possono e non devono essere accettate: una grande squadra si vede anche da come vince, e la Juventus non può minimamente essere soddisfatta di quanto mostrato sabato pomeriggio perché può e deve fare molto meglio.

Di Davide Torretta

Redattore presso Cartellino Rosa

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