Sabato mezzogiorno la Lazio ha rimediato una pesante sconfitta per 5-0 in casa della Juventus a causa delle reti di Bonfantini, Hurtig, Boattin e Nildén. Le biancocelesti restano così all’ultimo posto in campionato con zero punti ottenuti in nove giornate finora disputate.

La partita 

Le biancocelesti, che già in condizioni normali avrebbero dovuto appellarsi ad una prestazione sensazionale per poter pensare di strappare dei punti alle campionesse d’Italia, hanno dovuto fare i conti con diverse defezioni importanti (Öhrström, Savini, Castiello e Cuschieri) che ne hanno complicato ancor di più le proprie possibilità di fare un’impresa.

Catini ha messo in campo perciò la miglior formazione possibile per arginare la potenza di fuoco avversaria, chiedendo alla sua squadra una maggior applicazione difensiva.

La resistenza biancoceleste tuttavia è durata solo cinque minuti, fino a quando un errore in marcatura di Santoro su Hurtig non ha permesso poi a Bonfantini di calciare a rete da un’ottima posizione e trovare così il suo primo gol in campionato con la maglia bianconera.

Da quel momento il destino della Lazio è stato praticamente segnato: le biancocelesti hanno cercato in ogni modo di ribellarvisi tentando anche di spingersi qualche volta in avanti grazie alle generose iniziative dell’ispirata Di Giammarino, ma la difesa bianconera, guidata da un’eccellente Lenzini, le ha sempre respinte tutte al mittente senza troppi complimenti.

Natalucci ha cercato per quello che ha potuto di tenere a galla le sue compagne, ma nel secondo tempo gli ingressi di Boattin e Girelli hanno inferto il definitivo colpo di grazia ad una Lazio stremata nel fisico e nell’animo che è poi letteralmente crollata negli ultimi venti minuti di gioco sotto i ripetuti colpi di una Juventus che non ha avuto alcuna pietà.

Le biancocelesti hanno fatto tutto ciò è attualmente nelle loro possibilità, ma le bianconere sono semplicemente al momento di un’altra categoria ed hanno quindi dominato la partita.

Falloni e Fördös: due giovani a cui bisogna dare fiducia

La Lazio ha dovuto fare i conti con l’assenza dell’esperta capitana Savini al centro della difesa causa laurea, una problematica non di poco conto visto l’avversario da dover affrontare, e Catini ha perciò cercato il miglior assetto possibile per rendere complicata la vita alle bianconere nelle vie centrali e reggere quindi l’urto il più a lungo possibile.

In questo senso la ventenne Falloni, che si è conquistata il posto da titolare nelle ultime gare complice le precarie condizioni fisiche di Fördös mettendo in mostra delle prestazioni assolutamente convincenti, si è ritrovata a far coppia proprio con la diciannovenne collega di reparto ungherese, che è riuscita a recuperare in extremis per la durissima sfida di Vinovo.

Affidarsi a due ragazze così giovani in una posizione di campo così delicata contro un avversario del genere era decisamente un azzardo, ma Catini non aveva alcuna alternativa ed ha dovuto gettare nella mischia dal primo minuto una coppia praticamente inedita.

Il risultato però, nel complesso, è stato alquanto positivo: le due ragazze sono riuscite a gestire bene gli spazi, effettuare delle marcature precise e non lasciare troppi spazi nelle vie centrali da loro presidiate, mostrando anche una certa sicurezza nel guidare il loro reparto.

In particolare Falloni è stata in assoluto tra le migliori della propria squadra, badando giustamente molto alla sostanza e ben poco all’apparenza, mentre Fördös, dopo un primo tempo in cui ha faticato molto anche a causa di una condizione fisica per forza di cose non ottimale, è emersa molto bene nel secondo tempo con degli anticipi decisivi sulle avversarie.

Purtroppo per loro sulle fasce le proprie compagne non hanno saputo filtrare a dovere, quindi la Juventus poi è riuscita a sfondare ripetutamente in avanti segnando diversi gol, ma la loro prestazione è stata assolutamente convincente e lascia ben sperare per il futuro.

Indubbiamente Savini rappresenta un elemento importante per la Lazio, ma quanto fatto vedere da Falloni e Fördös contro le bianconere è stato importante e sarebbe auspicabile che Catini nelle prossime partite possa provare alternativamente le due ragazze al fianco di Savini per consentirle di crescere nel modo migliore possibile perché hanno davvero talento.

Con questo centrocampo la salvezza è un miraggio…

Di fronte ad una sconfitta del genere risulta lapalissiano che nessuno dei reparti biancocelesti abbia davvero funzionato, ma analizzando nel dettaglio la partita balza assolutamente all’occhio come il centrocampo sia stato il vero problema della Lazio.

Pensare di poter tenere testa alle bianconere con un centrocampo a due composto da Pezzotti e Mastrantonio, quando dall’altra parte vi era uno schieramento a tre con Zamanian, Rosucci e Caruso, era praticamente utopia allo stato puro, ed infatti le due modeste biancocelesti non hanno sostanzialmente mai visto palla per tutta la partita…

Pezzotti ha provato ad impegnarsi al massimo in fase d’interdizione, ripiegando spesso anche a supporto delle due centrali di difesa, ma non è poi riuscita a far ripartire l’azione quando necessario, costringendo Di Giammarino a sobbarcarsi questo compito.

Mastrantonio invece ha sofferto moltissimo questo contesto durissimo, non riuscendo di fatto mai ad assolvere, anche solo parzialmente, ai suoi compiti limitandosi a rincorrere, spesso a vuoto, le avversarie per cercare d’infastidirle il più possibile in ogni zona del campo.

La Lazio perciò si è ritrovata spezzata in due, e quelle poche volte che ha recuperato palla riuscendosi poi a distendere in avanti la mancanza del giusto supporto a centrocampo è risultata fondamentale per non portare a termine nemmeno un’azione degna di nota.

L’assenza di Castiello è stata sicuramente pesante in un reparto così delicato ed il sistema di gioco adottato da Catini in questa circostanza non era certamente il più adatto, ma è indiscutibile che quasi tutte le centrocampiste che compongono in questo momento la rosa della Lazio non siano adatte per poter ottenere la salvezza al termine della stagione.

Alla luce di quanto visto in questa prima metà di stagione perciò pare evidente che la società debba intervenire seriamente a centrocampo per poter dare a Catini delle giocatrici che possano aiutarlo a conferire maggior compattezza ed equilibrio alla sua squadra. 

Contro l’Hellas Verona bisogna ottenere i tre punti 

Guardare la classifica attuale è frustrante: zero punti ed otto lunghezze di distanza dal quartultimo posto occupato dall’Empoli fanno sembrare la salvezza un traguardo davvero difficile da raggiungere, ma non bisogna mai dimenticarsi che si è alla nona giornata…

Non si può negare che questo inizio di stagione abbia già complicato enormemente i piani, ma allo stesso tempo il distacco dall’Empoli non è assolutamente ancora incolmabile.

Nel prossimo turno di campionato la Lazio sarà chiamata ad affrontare in casa l’Hellas Verona, penultimo e che la precede di un solo punto in classifica, e, considerando il fatto che vi sarà lo scontro diretto tra Napoli Femminile ed Empoli (ovvero le squadre occupanti la terzultima e quartultima posizione della classifica, separate da un solo punto), risulta evidente come vincere contro le scaligere significherebbe riportarsi innanzitutto in zona di galleggiamento ma specialmente riaccendere in modo tangibile le speranze di salvezza.

I margini di errore in questa Serie A sono ridotti all’osso per chi vuole mantenere la categoria, visto le tre retrocessioni previste, e la Lazio contro l’Hellas Verona si troverà sostanzialmente già di fronte ad uno spartiacque fondamentale per il prosieguo del suo campionato, in quanto il tempo per recuperare nei confronti di chi la precede c’è ma se non si capitalizzano gli scontri diretti, dato la differenza abissale con le migliori squadre del torneo, le possibilità di salvezza si riducono praticamente sempre più al lumicino…

Ora bisogna resettare in fretta quanto fatto finora tenendone solo gli spunti positivi, lavorarci sopra nel tempo a disposizione e scendere in campo nel prossimo turno col coltello tra i denti in quella che sarà una sfida salvezza ad altissima tensione che si deve vincere.

Di Davide Torretta

Redattore presso Cartellino Rosa

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