Cocente delusione per la Fiorentina: le Viola vanno sotto di due gol, rimangono in 10 per l’espulsione di Breitner sul finale di primo tempo, ma agguantano nella ripresa il pari con una doppietta di Sabatino. Purtroppo per le ragazze di Patrizia Panico nei minuti di recupero arriva la doccia gelata del gol del definitivo 2 a 3 per l’Inter. 

La Fiorentina scende in campo con un 3-5-2, molto propositivo nei primi minuti di gioco: la formazione viola comincia pressando forte sulla linea difensiva dell’Inter, mettendo in difficoltà le ospiti in fase di impostazione di gioco ed impedendo loro di sviluppare una trama ragionata.

Le ragazze di Patrizia Panico si mettono in difesa con una linea a 5 quando si trovano ad agire in fase di non possesso.

Quando invece hanno la palla, preferiscono costruire dal basso, con passaggi tra i difensori ed il portiere in modo da eludere il forte pressing nerazzurro: questo mostra le difficoltà nel fraseggio per la squadra di casa, che fatica ad imporre il proprio gioco.

Notevole inoltre è la sofferenza quando l’Inter riesce ad eludere il primo pressing viola ed a ripartire velocemente: lo spazio lasciato alle avversarie è ampio e permette loro di arrivare facilmente nei pressi dell’area di rigore della Fiorentina.

Col passare dei minuti, la formazione toscana finisce per spegnersi nel pressing: la squadra si allunga e di conseguenza fatica a compattarsi, sfilacciandosi tra i vari reparti. Questo comporta una difficoltà a distendersi in attacco quando la Fiorentina recupera il possesso, con Sabatino che fatica a tenere palla per far salire la squadra, sempre sola ed accerchiata da avversarie.

Dopo i due gol subiti, il nervosismo sale, la qualità del gioco messa in campo dalle ragazze di Patrizia Panico diminuisce ed arriva l’espulsione di Breitner, fallo figlio di un sentimento di frustrazione che ha pervaso l’intero undici di casa.

I cambi effettuati ad inizio ripresa sono molto offensivi, con due attaccanti a sostituire due centrocampisti, che si riveleranno proficui nell’economia di gioco e nell’atteggiamento messo in campo.

Il baricentro sale per gettarsi in avanti ma la foga di trovare il gol che riaprirebbe la partita porta la Fiorentina a rischiare di subire un’altra rete, per i troppi errori in fase d’impostazione. 

La Viola accorcia le distanze dopo aver sofferto in avvio di secondo tempo, quando finalmente riesce a sviluppare un buon gioco offensivo, percorrendo la trequarti interista prevalentemente sulle fasce.

Il gol del 1 a 2 fa crescere la consapevolezza di poter agguantare il pareggio e di conseguenza aumenta il pressing, quasi forsennato, sulle giocatrici interiste.

I maggiori pericoli apportati alla difesa milanese nascono dalle ripartenze veloci della squadra di casa, che talvolta usa i lanci lunghi per appoggiarsi su Lundin, con l’intento di far salire la formazione.

La fretta di rendersi pericolose porta purtroppo ad alcuni errori in certi momenti, che finiscono per  vanificare potenziali buone occasioni.

Come detto in precedenza, le fasce sono la zona preferita delle viola per attaccare e proprio dalla fascia destra nasce il cross che porta al secondo gol di Sabatino.

La doccia fredda per la Fiorentina arriva nei minuti di recupero proprio quando sta salendo la pressione della squadra di casa, che sta pregustando l’impresa della settimana e che ha nel finale alzato il baricentro della formazione.

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