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Giornata da dimenticare per l’Hellas Verona: troppo forte il Milan, che mette all’angolo sin dall’inizio la squadra di casa e non risparmia una brutta batosta alle Venete. Da segnalare, come alibi per la squadra di Veronica Brutti, le numerose defezioni nell’Hellas causa Covid e quarantene.

L’Hellas Verona scende in campo con un 4-3-3 a vocazione difensiva: l’intento della squadra di casa è quello di chiudersi il meglio possibile per impedire al Milan di far male, per poi ripartire in velocità e sorprendere la retroguardia rossonera.

Peccato che il primo gol, subìto in avvio di partita, mandi a monte l’intero piano tattico delle gialloblu: la squadra si allunga, fa fatica a compattarsi in fase difensiva e ad uscire per ripartire sulla prima pressione portata dal Milan.

È palese come sia la velocità delle Rossonere a mettere in seria difficoltà le ragazze di Veronica Brutti, che soffrono tremendamente le discese di Thomas e gli scambi rapidi tra le giocatrici della formazione ospite, che hanno vita fin troppo facile nello scardinare la linea difensiva veneta.

Nelle poche occasioni avute in attacco, le Veronesi mancano di precisione negli ultimi passaggi o nei controlli di palla, con gli unici pericoli portati alla porta di Giuliani nati da disattenzioni delle Rossonere.

La sensazione lasciata dalla squadra di casa è quella di un crollo psicologico patito sin dal primo gol incassato: le Gialloblu si abbattono e sembrano letteralmente in confusione quando il Milan le attacca, scoraggiate per l’andamento del match.

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