Partita equilibrata a Vinovo, dove l’attesissima sfida tra le prime della classe finisce in parità. La Juventus passa in vantaggio ma subisce il ritorno della Roma.

La Juventus è scesa in campo con 4-2-3-1, votato all’attacco ed alla forte pressione sulle avversarie. Nei primi dieci minuti, le Bianconere sono letteralmente ingiocabili per la Roma: un pressing asfissiante non permette alla squadra in trasferta di ragionare né di costruire la propria idea di gioco. 

Le ragazze di Joe Montemurro sono schierate in modalità offensiva, con gli esterni di difesa (in particolare Lenzini) praticamente sulla linea d’attacco.

Lo stesso dicasi per la linea di difesa, molto alta ed in fase di impostazione di fase di gioco in grado di salire fino alla metà campo.

Molto percorse per la fase d’attacco sono le fasce, da cui nasce l’occasione che porta all’autogol di Soffia.

Raggiunto il vantaggio, l’atteggiamento tattico della squadra di casa cambia notevolmente: meno propositivo e più attendista, sembra quasi intimorita dalla reazione della Roma e sembra più preoccupata a difendersi ed a cercare di ripartire piuttosto di cercare il raddoppio.

La linea di difesa si abbassa come prevedibile e si accorciano le distanze con quella di centrocampo, in modo da sbarrare l’accesso alla propria area di rigore ed impedire il fraseggio efficace delle Giallorosse.

Spesso la Juventus cerca, in fase di possesso, a far girare palla per muovere le proprie avversarie, ben messe in fase difensiva.

Anche il pressing portato sulle giocatrici della Roma non sembra rivelarsi molto efficace, dato che queste riescono ad eluderlo con la loro tecnica.

Dopo aver subito il gol del pareggio, la Juventus si fa nuovamente vedere in attacco, cercando anche qualche lancio lungo per riuscire a far male alle avversarie e per eludere il centrocampo giallorosso.

Nel complesso la Juventus, nel finale di gara, sembra più subire che proporre e rischia in qualche occasione di subire la beffa del 2 a 1.

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