Un Sassuolo molto ordinato e ben messo in campo viene punito due volte da Girelli, in una partita per circa 60 minuti bloccata proprio per l’ottima organizzazione di gioco messa in campo dalle due compagini. A Mister Piovani ed alle sue giocatrici resta la soddisfazione di aver concesso pochissimo ad un’autentica corazzata.

Il Sassuolo entra in campo con un 3-5-2, con l’intento di non lasciare campo all’aggressività della Juventus.

La squadra di casa predilige costruire dal basso, utilizzando quindi anche il proprio portiere: per eludere la pressione portata dalle bianconere sul portatore di palla. Sovente una delle centrocampiste scende a prendere il possesso per aiutare le proprie compagne nello sviluppo della trama di gioco.

Talvolta, inoltre, la squadra di casa cerca il lancio lungo verso le proprie attaccanti, con lo scopo di saltare il centrocampo delle proprie avversarie e neutralizzare i tentativi di pressing portati da queste.

Il Sassuolo gioca bene, ma rispetto ad altre uscite è più impreciso, dando qualche volta l’idea che manchi l’ultimo tocco per far male alle Campionesse d’Italia in carica.

In fase di non possesso invece le neroverdi pressano molto sul portatore di palla della Juventus, cercando di lasciare alle avversarie poche possibilità di ragionare e di gestire con calma il pallone.

Notevole è anche la capacità di chiudere bene tutti gli spazi di accesso alla propria area di rigore, concedendo così poche occasioni alla Juventus: le linee tra i reparti sono ben compatte, costringendo così le avversarie ad allargarsi sulle fasce.

Dopo il primo gol subito, il Sassuolo deve necessariamente spingersi in avanti per cercare di recuperare l’iniziale svantaggio, senza però creare grossi pericoli alla porta bianconera.

Paradossalmente, solo dopo aver subito il contraccolpo del secondo gol subito, il Sassuolo riesce a rendersi più pericoloso ed a creare qualche nitida palla gol, non trasformata dalle giocatrici neroverdi.

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