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Occasione persa per il Milan: pur giocando in superiorità numerica per più di 75 minuti, le Rossonere non riescono ad avere la meglio sul Sassuolo e devono accontentarsi di un solo punto sul campo di una squadra rivale nella corsa alla Champions League.

Mister Ganz sceglie di mandare in campo la sua squadra con un 4-3-3, scegliendo Stapelfeldt come prima punta.

Il Milan è molto aggressivo sin da subito, andando a pressare il Sassuolo anche nella sua area di rigore quando questo deve iniziare l’azione.

Con la sostituzione di Guagni, Bergamaschi prende il suo posto mentre Grimshaw si posiziona sull’esterno destro.

Le ragazze di Maurizio Ganz pressano molto alto, specie dal momento in cui si trovano in superiorità numerica, per impedire la circolazione di palla delle padrone di casa: 

nonostante questo vantaggio i passaggi del Milan sono sì veloci, ma anche imprecisi, faticando così a sfruttare la superiorità.

Da segnalare l’indicazione fornita a Fusetti dal proprio allenatore, a cui viene chiesto di salire portando palla, in modo da far salire il baricentro della squadra ed assumere un atteggiamento più propositivo.

Gli attacchi rossoneri portati verso la porta avversaria provengono principalmente dalle fasce (in particolare da quella destra), poiché il Sassuolo attua una buona densità numerica sulle vie centrali e per le quali è più difficile entrare in area: in alcuni tentativi di sfondare centralmente, il portatore di palla milanista si trova accerchiato, con addirittura tre elementi delle proprie avversarie attorno.

L’impressione data dalla fase offensiva del Milan rimane quella di un pò di imprecisione nell’ultimo passaggio e della difficoltà a trovare un’alternativa d’attacco: le Rossonere in alcune occasioni danno l’idea di una certa mancanza di imprevedibilità di manovra, insistendo troppo sulla fascia destra e non cercando una via alternativa verso l’area di rigore avversaria.

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