Il 29 giugno 2019, allo Stade du Hainaut di Valenciennes, si gioca alle 15, sotto un sole cocente, Italia-Paesi Bassi, quarto di finale del Campionato del Mondo. Nella formazione titolare dell’Italia sono presenti, tra le altre, Elisa Bartoli, Aurora Galli, Manuela Giugliano e Valentina Giacinti, quattro giocatrici molto diverse tra loro ma accomunate da un’esperienza significativa: hanno giocato almeno una stagione nel Mozzanica, in quella 2015/16 tutte assieme.

Fonte foto: profilo Twitter Ufficio Stampa Rai.
Da sinistra a destra: in piedi Laura Giuliani, Valentina Bergamaschi, Elena Linari, Aurora Galli, Alia Guagni e Sara Gama; in prima fila Barbara Bonansea, Manuela Giugliano, Elisa Bartoli, Valentina Giacinti e Valentina Cernoia

Mozzanica, conosciuto anche come “Venezia della Bassa Bergamasca” per la presenza di numerose rogge e fossati sul suo territorio, è un paese di circa 4600 abitanti, confinante con la più nota Caravaggio, situato nella Gera d’Adda, zona della pianura lombarda compresa tra i fiumi Adda ad Ovest, Serio ad Est ed il fosso bergamasco a Nord.

È un comune all’apparenza simile a molti altri in Italia, parecchio ambito in passato poiché situato in una zona particolarmente strategica, la cui vita ruota principalmente attorno all’agricoltura ed all’artigianato con l’aggiunta importante dell’industrializzazione nel periodo del boom economico.

Nel 2004 però Luigi Sarsilli, un geometra edile, decide, assieme ad un ristretto gruppo di amici, di subentrare alla guida dell’A.S. Oratorio Mozzanica, nata nel 2002 e militante in Serie C: la squadra cambia perciò denominazione ed ha origine il F.C.F. Mozzanica. Sarsilli, intervistato nel 2016 dalla compianta Nadia Toffa, spiegò senza troppi sofismi per quale motivo decise di intraprendere questa esperienza: “Mia figlia giocava a calcio e sono rimasto innamorato a vedere queste ragazze giocare. Ho coinvolto quattro/cinque amici e da lì siamo partiti”.

Fonte foto: reportage “Giocare a calcio con le tette” di Nadia Toffa per Le Iene (24 aprile 2016)

La società incominciò praticamente dal nulla, con una dirigenza mossa semplicemente dalla pura passione per il calcio. Si avviò così un lento ma costante ed inesorabile percorso di crescita che portò nel 2007 alla fusione con l’A.C.F. Aurora Bergamo quindi il cambio di denominazione in A.S.D. Mozzanica ed il conseguente approdo in Serie A2, l’antenata dell’attuale Serie B.

Nel 2008 viene acquistata dall’Atalanta Alessia Gritti, portiere che giocherà nel Mozzanica per nove stagioni in cui colleziona 207 presenze, e nel 2009 dalla Riozzese Claudia Mauri, centrocampista che militerà per sei stagioni effettuando 137 presenze: entrambe divengono due giocatrici simbolo del Mozzanica, che nel 2010 ottiene la tanto agognata promozione in Serie A, dopo aver fallito di poco nelle due stagioni precedenti, e non la abbandonerà più.

Al primo anno nella massima categoria il Mozzanica consegue un eccellente quarto posto ma la società decide comunque di cambiare allenatore e si affida a Paolo Fracassetti, che guiderà il club dal 2011 al 2014.

Molte giocatrici, oggi degne di nota, sono passate per Mozzanica, che nel frattempo divenne una delle piazze più ambite d’Italia, ma sicuramente colei che ha lasciato maggiormente il segno è stata Valentina Giacinti.

Valentina, nata a Trescore Balneario il 2 gennaio 1994 ma cresciuta a Borgo di Terzo, paese di circa 1200 abitanti in Val Cavallina, si appassiona fin da bambina al calcio ed inizia a giocare a 6 anni nella squadra di Entratico, paese vicino al suo, in cui è l’unica bambina e da subito diviene un attaccante con l’ottimo fiuto per il gol.

A 12 anni passa all’Atalanta, con cui debutta in Serie A il 30 gennaio 2010 contro il Tavagnacco a 16 anni appena compiuti.

Nel 2012 l’Atalanta cessa l’attività e tutte le atlete sono quindi svincolate: Giacinti fa una scelta drastica e si trasferisce al Napoli in Serie A, spinta dai consigli dell’allenatore Michele Zonca e dalla volontà di mettersi alla prova in un contesto completamente differente da quello in cui è cresciuta, lontana dai suoi cari e dai suoi genitori che stavano avviando una separazione.

Valentina, dopo un inevitabile spaesamento iniziale, si adatta al nuovo ambiente con grande sacrificio ed abnegazione, da buona bergamasca qual è: la stagione si conclude con un quinto posto in campionato e la semifinale di Coppa Italia e, come ricorda sempre, questo è stato il periodo più importante per la sua crescita umana e professionale.

A fine stagione decide di accettare la proposta di Antonio Cincotta, attuale allenatore della Fiorentina Women, di giocare in estate a Seattle, negli USA, nella WPSL. Conclude l’esperienza segnando quattro gol in sei partite, vincendo lo scudetto dello Stato di Washington e l’Evergreen Cup, rimanendo scioccata dalla differenza esistente tra il calcio femminile statunitense e quello italiano.

Valentina però è legatissima alla sua famiglia ed alla sua terra e la nostalgia, dopo un anno trascorso lontana da casa, si fa sentire, perciò accetta la proposta del Mozzanica, migliore soluzione per soddisfare le sue esigenze, ed il 17 luglio 2013 ne diviene ufficialmente una giocatrice.

Tutto sembra filare liscio ma il transfer dagli USA tarda ad arrivare e Giacinti è costretta a saltare la prima giornata di campionato: lo sconforto è forte, la prospettiva di allenarsi senza poter giocare le pesa parecchio e giunge a pensare fugacemente di smettere col calcio.

Fortunatamente il transfer arriva e può finalmente esordire con la sua nuova squadra il 5 ottobre in trasferta contro la Res Roma: la partita termina con una sconfitta 2-0 per il Mozzanica e Valentina viene anche espulsa. Peggior esordio non poteva esserci, il nervosismo dovuto alla situazione extra campo che ha dovuto affrontare poi ha fatto il resto. Questo però è solo un piccolo passaggio a vuoto: il 26 ottobre segna i suoi primi due gol contro la Scalese e sarà l’inizio di un’epopea fantastica.

Giacinti disse che “giocare nel Mozzanica per me vuol dire davvero tanto. I gol che faccio hanno un sapore diverso” e con l’avvento in panchina di Nazzarena Grilli, dal 2014 al 2016, cresce tantissimo sotto tutti i punti di vista: in quattro stagioni realizza 107 gol in 113 presenze, numeri mostruosi che catalizzano l’attenzione e le valgono l’appellativo di “Panzer della Val Cavallina”.

Fonte foto: profilo Instagram Valentina Giacinti

Il Mozzanica, trascinato dal suo bomber, ottiene il terzo posto in campionato nel 2015, il quarto nel 2016 e 2017, e tre semifinali consecutive di Coppa Italia dal 2014 al 2016.

Nel 2015 Giacinti riceve una proposta dal 1. FFC Francoforte, squadra che aveva appena vinto la UEFA Women’s Champions League: la dirigenza del Mozzanica non si oppone al trasferimento ma lei sceglie comunque di rimanere in Bassa.

Valentina è fortemente attratta dalla prospettiva di poter diventare una calciatrice professionista andando in Germania ma, allo stesso tempo, il legame con i suoi affetti e soprattutto la speranza che in Italia le cose possano cambiare in meglio sono più forti: fa una scelta davvero importante.

Il 18 settembre 2015 debutta in nazionale maggiore col CT Antonio Cabrini e conclude la stagione 2015/16 con 41 gol realizzati, di cui 32 in campionato che le permettono di ottenere il suo primo titolo di capocannoniere della Serie A.

Il 5 luglio 2016 muore il presidente Sarsilli e, da quel momento, cambiano molte cose: diviene presidente del Mozzanica la figlia Ilaria e subentra come allenatore Elio Garavaglia.

Valentina resta a Mozzanica ma, al termine della stagione 2016/17, sceglie di trasferirsi agli acerrimi rivali del Brescia: Giacinti ha un tatuaggio vicino al gomito sinistro, la scritta “Solo Cuore”, ed anche in questo caso la sua decisione rispecchia perfettamente questo assunto poiché il Brescia era, semplicemente, la squadra migliore più vicina a casa sua.

In questo senso l’analogia con Dario Hubner, forte attaccante che nel 2001 passò dal Brescia al neopromosso Piacenza perché era più vicino al suo paese, Passarera di Capergnanica, è evidente, pure nel risultato finale: entrambi saranno capocannonieri della Serie A alla prima stagione con la loro nuova compagine…

Il Mozzanica, nel settembre 2017, intraprende un cambiamento cruciale, apparentandosi con l’Atalanta mantenendo però la propria denominazione: da questo momento ottiene un quarto posto in campionato sotto la gestione Garavaglia ed un sesto la stagione successiva con Michele Ardito, in Coppa Italia i risultati non sono esaltanti in entrambe le stagioni.

Questo apparentamento pare solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione che possa portare il Mozzanica a continuare a lottare per le posizioni di vertice, sorretto da un’importante realtà professionistica come l’Atalanta, ma, purtroppo, la Dea non è dello stesso avviso e non rinnova, il 30 giugno 2019, la partnership col Mozzanica perciò, il 5 luglio 2019, la presidente Ilaria Sarsilli annuncia ufficialmente che il suo club non parteciperà alla Serie A 2019/20 poiché “società come la nostra non possono competere con le grandi, per sopravvivere è necessario avere alle spalle un club professionistico che possa garantire alle nostre ragazze un futuro nel calcio femminile. (…) Il calcio femminile sta cambiando velocemente, forse troppo”.

Ne consegue che l’esistenza dell’A.S.D. Mozzanica si è conclusa così, semplicemente e malinconicamente, senza troppo clamore.

Diverse ragazze hanno espresso tutto il loro dispiacere per questo epilogo, come Federica Rizza, terzino classe ’97 per quattro stagioni al Mozzanica, che ha scritto “è stato una famiglia per me. (…) Fa male al calcio femminile veder sparire un’altra realtà che ha contribuito alla sua crescita”, Sofia Colombo, attuale capitano della Nazionale Under-19, che ha affermato “sono stati sei anni intensi, che porterò sempre con me, dalle esordienti fino alla prima squadra” ed infine Valentina Giacinti che ha asserito “sono stati quattro anni stupendi, pieni di emozioni e passione. Ringrazio di cuore per tutto quello che il Mozzanica ha fatto per me e per ogni ragazza che ora insegue i propri sogni”.

In un torrido pomeriggio estivo francese, molto simile a quello di un paese della Pianura Padana, quattro ragazze hanno lottato per realizzare un sogno anche grazie alla squadra creata da un piccolo gruppo di amici di un paesello della Bassa Bergamasca: quel giorno il Mozzanica ha ottenuto la sua vittoria più grande ed ora le “sue” ragazze ne porteranno avanti l’eredità con orgoglio e riconoscenza imperitura.

Fonte foto: profilo Twitter Mozzanica Story

Di Davide Torretta

Redattore presso Cartellino Rosa

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