Le ragazze di Patrizia Panico escono sconfitte dalla sfida interna contro il Milan. L’avvio aveva illuso la Fiorentina con la clamorosa occasione mancata da Daniela Sabatino dopo un retropassaggio errato di Valentina Bergamaschi. Per il resto il nulla cosmico. Le viola hanno concluso solo una volta in porta con Laura Giuliani spettatrice non pagante al Bozzi. Neanche i cambi hanno modificato l’atteggiamento della squadra che continua a fare fatica contro le big della Serie A.

Fino ad ora le toscane hanno affrontato 3 big: Sassuolo, Juventus e Milan raccogliendo 0 punti. Dimostrazione che la strada per provare a competere con queste squadre è ancora lunga. Tra le poche note positive della sfida contro le rossonere sicuramente Schroffenegger, l’estremo difensore viola respinge provvidenzialmente col piede sinistro il tentativo di Thomas. La difesa ha provato a tenere il match in bilico con Tortelli e Vigilucci costrette agli straordinari per provare a fermare le ragazze di Ganz.

Sono proprio Tortelli e Vigilucci a salvare la porta della Fiorentina. La prima stoppa la neo entrata Valentina Giacinti respingendo col piede il siluro della 9 rossonera. Mentre la seconda ha evitato praticamente sulla linea di porta la rete dell’ex di Greta Adami.

Note dolenti il centrocampo e l’attacco. In mediana hanno dominato le rossonere Grimshaw e Adami, mentre le viole non sono mai riuscite a servire le punte. L’innesto di Mascarello nella ripresa non ha portato i frutti sperati con una manovra sempre lenta e prevedibile. In avanti Lundin e Sabatino completamente abbandonate a loro stesse, sempre in mezzo al trio difensivo rossonero Agard-Fusetti-Codina.

Nel prossimo turno la Fiorentina se la vedrà contro l’Inter al Franchi di Firenze. L’ultima volta che le due squadre si sono affrontate nello stadio fiorentino (22 agosto 2020) le viola si imposero 4-0 grazie alla doppietta di Sabatino, e alle reti di Mascarello e Bonetti (adesso in forza proprio all’Inter). Le cose però sono cambiate con Rita Guarino (dominatrice degli ultimi 4 campionati alla guida della Juventus) che ha dato un’idea di gioco ben precisa. Mentre Panico ha ereditato una squadra molto lontana dagli standard degli anni gloriosi che portarono il double (Scudetto e Coppa Italia) nella stagione 2016/2017.

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